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Calcio a 5, Barbato: “Sconfitta immeritata, faccio i complimenti ai miei ragazzi”

Mister Barbato non può che essere deluso dopo una sconfitta maturata all’ultimo minuto.

Mister, fa male perdere così…

“Fa malissimo. Ma al di là della disattenzione difensiva che ci è costata la partita, il rammarico è per i tanti sacrifici fatti sia durante gli allenamenti che in partita: non abbiamo raccolto quello che avevamo seminato”

Lei in genere è molto critico nei confronti della squadra anche dopo le vittorie, ma dopo una prestazione del genere cosa si sente di dire ai suoi ragazzi?

“Gli posso fare solo i complimenti. Abbiamo giocato alla pari contro la prima della classe, abbiamo fatto noi la partita e subìto solo le loro ripartenze. I ragazzi ci credevano, e penso che anche il pareggio ci sarebbe stato stretto. Perciò dico loro bravi”

Si può dire che più che la squadra più forte ha vinto la squadra più esperta?

“Sì, assolutamente è così. Ripeto, sul piano tecnico-tattico ce la siamo giocata sullo stesso piano, non pesando i 10 punti di differenza in classifica (ora 13, ndr). Poi naturalmente in certe situazioni gli atellani hanno fatto pesare il mestiere e, appunto, la maggiore esperienza”

Cosa lascia in eredità una sconfitta del genere: una rabbia positiva da riversare nelle prossime sfide oppure una sorta di depressione per non aver raccolto nulla a fronte di tante occasioni create?

“La seconda che hai detto non voglio prenderla nemmeno in considerazione. Anzi, credo che questa prestazione possa essere per noi la molla della consapevolezza, lo step necessario che ci farà approcciare alle prossime sfide con il piglio che ho visto oggi”

La partita è stata sì nervosa ma si è svolta pur sempre nell’ambito della correttezza. In particolare ho apprezzato un suo gesto nel primo tempo, quando ha restituito agli avversari una rimessa accordata erroneamente al CUS dall’arbitro.

“Per me il Fair Play viene prima di tutto. Capisco che gesti del genere possano essere sorprendenti, visto che il mondo dello sport talvolta è avaro di correttezza. Però io ho improntato la mia carriera su principi inderogabili, che poi coincidono con i valori stessi che esprime il CUS Caserta. Anche per questo mi trovo bene in questa società”.

intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5, CUS beffato (2-3) nel finale. Il Borgo Five passa all’Aulario

Fa davvero male, al termine di una prestazione gagliarda, lasciare il campo a mani vuote. Il CUS Caserta ha lottato ad armi pari contro i primi della classe del Borgo Five, che hanno avuto ragione dei casertani solo all’ultimo secondo grazie a una rete di D’Angelo.

PRIMO TEMPO – Sin dalle battute iniziali, i Vanvitelliani, pur rispettando la compagine atellana, hanno provato a fare la partita. Un pressing ben attuato ha fatto sì che i padroni di casa in un paio di occasioni recuperassero il pallone a ridosso dell’area avversaria. Da alcune interessanti combinazioni tra Manni e Volpecina sono nate buone opportunità per quest’ultimo, il cui sinistro è stato diverse volte sventato dal portiere Cimmino. Anche quando i rossoneri riuscivano a eludere il pressing cussino, hanno trovato un Casella abile nel leggere in anticipo le loro trame di gioco e a far ripartire il CUS. Oltre a questo lavoro di raccordo tra difesa e attacco, lo stesso numero 5, recuperata palla, ha provato egli stesso un paio di conclusioni, che però si sono spente sul fondo o sopra la traversa.

Insomma, l’asse Casella-Volpecina-Manni nei primi minuti sembra la chiave per infilzare il Borgo Five. Ma a metà primo tempo la squadra allenata da Nicola Orefice si ricorda di essere a punteggio pieno e inizia a spingere. Di Stasio è costretto a superarsi su un tiro di Bianco, che, disorientato Ravio con una gran finta, ha esploso un destro che sembrava a colpo sicuro: un campanello d’allarme che preannuncia il vantaggio ospite. Somarita comincia ad asfaltare la fascia sinistra con qualità e velocità, creando diversi problemi a chiunque provi a contendergli il pallone. E’ proprio il numero 11 rossonero, dopo l’ennesima discesa, a convergere e infilare Di Stasio con un destro forte sì, ma non irresistibile.

Il CUS accusa il colpo, e dopo pochi minuti subisce lo 0-2 con un’azione di contropiede propiziata dal solito Somarita: l’11 tira in porta, Di Stasio respinge verso il fallo laterale, Micalizzi ci arriva e prova a ribadire in rete, ma il suo tiro impreciso si trasforma in un assist d’oro per l’accorrente Antonucci, bravo a seguire l’azione e a mettere in rete.

I ragazzi di Barbato non ci stanno, e provano a rimettere in piedi il match. In seguito alla girandola dei cambi, Rossetti e Morelli fanno coppia in attacco e manovrano bene. Proprio Rossetti, prima va vicino al gol e poi ottiene una preziosa punizione nei pressi del vertice destro dell’area di rigore. Sul punto di battuta si presenta Gigi Mastropietro, che lascia partire un destro rasoterra che scuote l’angolino basso della rete: 1-2. Il CUS inizia a crederci per davvero e mette le tende nella metà campo atellana: prezioso il lavoro di Morelli, bravo a tenere palla e a dialogare con i compagni. Prima della fine del tempo altre due occasioni per i casertani: un’altra punizione di Mastropietro, stavolta intercettata da Cimmino, e una chance colossale per Manni, che solo davanti al portiere ospite difetta di cattiveria, vanificando così un grande assist di Rossetti.

SECONDO TEMPO – La ripresa inizia con il solito grattacapo, per il CUS: Somarita sulla sinistra è una freccia, davvero incontenibile l’attaccante del Borgo Five. Tuttavia, in questa fase Caserta è brava a soffrire, anche perché il portiere Russo, subentrato a Di Stasio come da prassi, è bravissimo a sbrogliare diverse situazioni insidiose e a prodursi in grandi interventi. Dopo aver sofferto, però, il CUS si lancia nuovamente alla ricerca del pareggio. Ma prima una progressione di Manni e poi una conclusione di Casella non sortiscono l’effetto sperato.

Però i Vanvitelliani non si deprimono e continuano a guadagnare campo. Antonio Scialla, uno dei migliori in campo, va vicino al gol con una punizione prima e con un destro da fuori poi: Cimmino gli dice di no in entrambi i casi. Ma i tempi per il 2-2 sono maturi. Un bel contropiede condotto da Manni e Morelli, costringe la difesa rossonera ad atterrare quest’ultimo: sesto fallo e tiro franco per i biancorossi.

Ad intestarsi l’incombenza è Daniele Manni, che spedisce un sinistro imprendibile all’incrocio dei pali. Ma la gioia per il più meritato dei pareggi, svanisce dopo un minuto. Ennesima discesa di Somarita, difesa cussina troppo tenera, palla al centro e gol vittoria di D’Angelo, che chiude il match con un 2-3, confinando nell’amarezza i ragazzi di Barbato, che non meritavano la sconfitta. Non così.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

 

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Calcio a 5, Mastropietro: “Non posso spegnere il fuoco che è in me”

Gigi Mastropietro è il più “anziano” della squadra del CUS Caserta, ma il suo entusiasmo è quello di vent’anni fa. Basta leggere l’intervista che ci ha rilasciato per comprendere di cosa si sta parlando.

Nel pre-partita della sfida a Cerreto Sannita avevi detto che il CUS avrebbe dovuto portare a casa i tre punti senza se e senza ma. Siete stati di parola…

A Cerreto c’abbiamo messo l’anima, abbiamo vinto da squadra, meritando il successo. E’ da inizio anno che facciamo sacrifici, mesi di duro lavoro. Non ci poniamo limiti. Dobbiamo guardare avanti perché ce la possiamo giocare con tutti. A vincere è stato il gruppo. Abbiamo perso punti per strada e quindi, prima della sfida in terra sannita, ci siamo guardati in faccia e ci siamo resi conto che non potevamo fallire. E’ stata una partita dura, sempre in bilico, anche per via di alcune decisioni arbitrali discutibili, abbiamo sì sofferto ma, quel che conta, abbiamo portato i 3 punti a casa”

Noto che l’avventura al CUS ti sta prendendo particolarmente…

“Sono sempre stato intrigato dallo spirito del CUS. Dopo averci giocato tanti anni contro, ho sempre avuto ammirazione per questa società. L’ho sempre vista come una famiglia. E entrare a farvi parte mi rende un ragazzo felice, perché ho avuto modo di toccare con mano la quotidianità del CUS. Perciò anche per questo voglio ringraziare i compagni, il mister Barbato, che ho avuto già un paio d’anni a Maddaloni, la società, il presidente, i dirigenti, lo staff… tutti… Non ci sono parole per ringraziare per l’opportunità che mi è stata data”

Come si fa a conciliare il calcetto con il lavoro e la famiglia?

“Con la passione. La passione per il calcetto è nata quasi 20 anni fa. Quando ho smesso di giocare a calcio, ho fatto un provino con il Gladiator in C1 e lì tutto è iniziato. E da allora non mi sono più fermato. Dopo aver vinto diversi campionati, non sono per niente appagato. Il mio entusiasmo non è calato di una virgola. Voglio dare sempre il massimo e imparare giorno dopo giorno cose nuove. Voglio iniziare daccapo tutti i giorni. Ho bisogno di nuovi stimoli e nuove avventure. Il fuoco che abita in me non si può spegnere. Sia in partita che durante gli allenamenti, i miei compagni dicono che sono un vulcano in eruzione.

Qual è il tuo rapporto con la vittoria?

“Voglio vincere sempre. La sconfitta è un’ipotesi che non prendo proprio in considerazione, anche se a volte va digerita. Ci sono anche gli avversari e seppur a denti stretti certi risultati vanno accettati”

Cosa pensi della sfida di domani con il Borgo Five, una delle due squadre di testa (entrambe a punteggio pieno)?

“Il Borgo Five è una squadra di esperienza guidata da un mister preparato, Nicola Orefice, che ho avuto a Maddaloni. Non verranno a Santa Maria per aspettare noi, verranno a fare la partita. Ma noi dobbiamo essere pronti, non ci tireremo indietro. Il nostro obiettivo è vincere. A nessuno di noi piace perdere, al mister Barbato in primis”

Anche perché la classifica del CUS è di tutto rispetto…

“Siamo terzi in classifica, ce la stiamo giocando in campionato anche se siamo distanti 10 punti. Ci crediamo. Non bisogna dare credito ad alcune voci che ci danno per sconfitti. Ci saremo fino alla fine. Forza CUS sempre!”.

intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Volley, Albano: “Caserta è stata un’ottima scelta”

Chiacchierata con Pierangelo Albano, per gli amici “Pier”, che durante il tragitto da Caserta a Capua – il CUS Volley si allena al “Falco” – ci ha rilasciato questa piacevole e divertente intervista.

Com’è il mondo da lassù?

“E’ lo stesso. Semplicemente fai più attenzione a cose che prima non vedevi e adesso hai l’opportunità di vederle…” (ride, ndr)

Ah, quindi l’altezza porta solo vantaggi o c’è pure qualche controindicazione?

“Tutti vantaggi, direi. O meglio, di svantaggi ancora devo trovarne…”

Mi pare di capire che confermi il detto secondo cui altezza è mezza bellezza…

“Diciamo che è molto soggettivo… però mi trovo bene a essere alto (1,96, ndr), cioè credo che sia più un pregio che un difetto…”

Insomma non hai mai desiderato di rimpicciolirti…?

No, assolutamente… (ride, ndr)

Esaurite le oppurtune premesse, raccontaci un po’ come mai sei capitato a Caserta, visto che sei di Lecce.

“Mi sono ritrovato qui a Caserta dopo il test d’ingresso a Medicina. Sono passato con il primo scorrimento della graduatoria e Caserta è stata una delle destinazione che mi sono state proposte sin da subito, e quindi l’ho scelta sia per comodità, per vicinanza, ma anche perché è una città molto tranquilla. Posso dire di aver fatto un’ottima scelta perché mi sto trovando veramente bene”

Si è rivelata diversa da come te l’aspettavi? Ti ha sorpreso?

“Diciamo che quando si pensa a un’università fuori sede, in genere le prime città che ti vengono in mente sono quelle più rinomate, “famose”, dove c’è più gente, tipo Roma o Milano. Però alla fine io credo che si debba andare all’università essenzialmente per studiare. Certo, poi ci sono quei giorni in cui ti organizzi per qualche diversivo, però trovo Caserta veramente perfetta per lo studente fuorisede”

E ad avvalorare tutto questo, anche l’opportunità di coltivare la tua grande passione: la pallavolo. Tu sei giovanissimo, eppure giochi già da diversi anni…

“Sì, io ho iniziato a giocare quando frequentavo la terza media, ho fatto il settore giovanile della squadra del mio paese, Carmiano, per poi trasferirmi al Leverano e poi nell’ultimo anno di scuola superiore sono ritornato alla mia società d’origine (Carmiano). L’ultima mia competizione è stata la Seconda Divisione, mentre quest’anno, appunto con il CUS Caserta, sto giocando nella Prima”

Come ti trovi nella realtà cussina, dopo un mese di allenamento?

“Molto bene. Con i compagni ho un rapporto ottimo, ho legato con tutti. Sono tutti simpatici. Anche sotto l’aspetto tecnico, devo dire che siamo un’ottima squadra: c’è una base solida per costruire un qualcosa di importante, anche perché le prime uscite in campionato sono state positive (3-2 vs Sparanise e 3-0 ad Aversa contro i Normanni, ndr)

Tu non hai giocato solo nella sfida contro Sparanise, mentre eri assente nella trasferta di Aversa. Nel match d’esordio il mister Di Caprio non ti ha schierato tra i titolari, ma ti ha fatto entrare a partita in corso. Volevo sapere come avevi vissuto questo approccio graduale al tuo inserimento.

“Ho accettato in maniera serena la decisione del mister. Anzi, l’ho trovata giusta perché ero reduce da due sole settimane di allenamento, per cui ancora non ero pronto per essere schierato dall’inizio. Però sono comunque contento di aver dato una mano anche da subentrante, anche perché poi abbiamo vinto, e questo è l’importante”

Tu sei un palleggiatore. Qual è l’aspetto del tuo ruolo che ti piace di più?

“Innanzitutto, al di là dell’aspetto fisico che ti impone comunque di correre sempre sotto al pallone, è un ruolo molto tattico.  Perché oltre alla tecnica devi pensare anche a quale possa essere la giocata giusta, ad esempio a non coinvolgere sempre lo stesso attaccante per non vanificare (e mortificare) i movimenti dell’altro, oppure capire quando servire il centrale o anticipare le mosse del centrale avversario… Insomma, è un ruolo molto difficile che richiede delle capacità di lettura non indifferenti, però allo stesso tempo è affascinante proprio per questo. Mi intriga, ecco”

Volendo fare un parallelismo con il calcio il palleggiatore è l’omologo del regista offensivo?

“Sì, il trequartista, il fantasista. Quello che fa gli assist, i passaggi filtranti”

A proposito di calcio, tu sei un grande tifoso dell’Inter.  Vuoi commentare l’eliminazione dei nerazzurri dalla Champions o meglio lasciar perdere?

“Vabbè, ormai ho metabolizzato la sconfitta. Io sono ottimista per natura, perciò io credo che senza la Champions abbiamo maggiori chance di lottare con la Juventus per il campionato. Magari anche attingendo al mercato di gennaio”

Insomma allo scudetto ci credi. Sarà che sulla panchina siede un leccese come te?

“Sì, se non ci credi non sei un vero tifoso. Anche se Conte non ha un rapporto idilliaco con Lecce, da tifoso nerazzurro, spero che faccia bene”.

intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

 

 

 

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Tennis Tavolo, un altro KO per il CUS: con Capua è 0-5

La speranza coltivata dal CUS Caserta alla vigilia era quella di staccarsi dall’ultimo posto in classifica, condiviso con San Nicola e Capua. Purtroppo, a parti invertite, anche la Libertas era animata dalle stesse aspirazioni e alla fine si è imposta con autorità al Palazzetto di San Nicola. Il punteggio di 0-5 lascia pochi margini all’analisi, tuttavia, come ci ha spiegato il dirigente Giuseppe Porzio nell’intervista realizzata una settimana fa, in questa fase di “iniziazione”, diciamo così, le richieste che si possono formulare al team vanvitelliano non possono andare oltre una prestazione all’insegna della dignità. Dignità che, va detto, non è mancata nell’ultimo turno del girone d’andata.

Eccettuate le sfide contro l’ingiocabile Gaetano Gallina, terminate sia per Riccardo Mancino che per Valerio Ricciardi con altrettanti e fragorosi 0-3, negli altri incontri un minimo di contesa c’è stata, tanto è vero che i Cussini sono riusciti a portare a casa anche un set. In particolare Mancino è stato autore di un match molto combattivo contro Riccardo Leonelli: il casertano, dopo aver ceduto i primi due set, si è aggiudicato il terzo e ha sfiorato di acquisire anche il quarto, terminato a favore del capuano con un infinito 24-22. Anche Valerio Ricciardi e David Rapagnani hanno conquistato un set a testa nei rispettivi match contro Roberto Leonelli e Riccardo Leonelli (1-3; 1-3).

Certo, accontentarsi di un set vinto può sembrare una magra consolazione, ma non bisogna dimenticare che questa è una stagione di esordio per il CUS in una disciplina, quella del Tennis Tavolo, che a tutti i livelli è approcciata con alta competitività. Perciò giocare con i “veterani” non può che riempire il bagaglio esperienziale dei Vanvitelliani che, magari, nel giorno di ritorno riusciranno a far loro qualche set in più fino ad arrivare a un match intero.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

 

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Unisoccer, Filippo Napoli: “Il nome che abbiamo scelto porta fortuna”

Con 21 punti dopo 7 giornate, Squadra Materasso comanda la classifica di Unisoccer, torneo interfacoltà di calcio a 5, con ottime chance di aggiudicarsi anche il titolo di campione d’inverno: le basta un punto contro Horous Team, che la segue con 15 punti in 6 partite, nella prossima sfida. Per capire cosa si nasconde dietro questo dominio abbiamo intervistato Filippo Napoli (Nella foto in basso accanto al portiere Affinito, ndr), il capitano della squadra.

Filippo, ieri contro il fanalino di coda Terza Cattedra avete sofferto, ma alla fine avete ottenuto l’ennesima vittoria…

“Sì, l’inizio partita è stato difficile, anche perché loro si sono portati in vantaggio e hanno tenuto botta per tutto il primo tempo, anche se lo abbiamo chiuso sul 4-2 per noi. Dopodichè, nella ripresa, anche in virtù dei cambi che siamo riusciti a effettuare – loro invece erano in cinque contati -, abbiamo poi dominato (14-5 il risultato, ndr)”

In 7 partite avete segnato la belleza di 75 gol di cui 53 portano la firma della coppia Stellato-Spanò. Il vostro segreto sta proprio nell’attacco atomico?

“Beh, diciamo che tutta la squadra si sta comportando bene. Anche perché siamo stati finora bravi a servire i nostri attaccanti sulla linea di porta, soprattutto con gli assist di Guido Rocca. Inoltre voglio ricordare che siamo la terza difesa meno battuta del torneo, grazie alla sicurezza e alle parate di Kristian Affinito”

Toglimi una curiosità: il nome che avete scelto, Squadra Materasso, serviva a depistare le avversarie o a mettere le mani avanti in caso di risultati negativi?

“Direi a entrambe le cose (ride, ndr). Diciamo che Luca Valletta (uno dei promotori di Unisoccer insieme a Leonardo Ventriglia, ndr), mi ha contattato appena una settimana prima dell’inizio del torneo e quindi in quel momento non sapevo che tipo di squadra avremmo messo in piedi… E devo dire che è un nome che porta fortuna, visto che anche la mia squadra del fantacalcio, omonima, è prima in classifica.

Si può dire che state sovvertendo il significato originario di un’espressione…

Eh, sì… (ride, ndr)

Dal punto di vista della composizione, il vostro è un gruppo piuttosto assortito.

“Sì, ci completiamo. Io sono iscritto a Fisica, Pier Luigi Spanò e Rocca a Giurisprudenza, e Alessandro Errico a Scienze Motorie. Inoltre Affinito e Stellato lavorano in una ditta di traslochi, mentre De Gaetano in un centro scommesse, per cui riusciamo a combinare bene cultura, forza fisica e fortuna…

Intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

 

 

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Barbato: “Vittoria voluta con grande determinazione”

Le dichiarazioni di mister Barbato dopo il successo del CUS a Cerreto Sannita:

Mister, con questo tris esterno si può dire che la crisi è alle spalle?

“I ragazzi hanno ottenuto la vittoria volendola a tutti i costi. Non hanno mollato mai e sapendo soffrire quando la partita lo richiedeva, perciò da questo punto di vista non posso dirgli niente…”

Ma…

“Ma il problema è ancora quello di approcciare le sfide con poca attenzione e scarsa propositività. Per questo non posso dire di essere pienamente soddisfatto della prestazione. Certo, rispetto a una settimana fa, ho avuto delle risposte in più in questo senso, tanto è vero che ho potuto ricorrere a una rotazione molto più ampia. Però sono convinto che oggi si sarebbe potuto vincere anche senza tutta quella sofferenza che abbiamo patito nel secondo tempo. Da un lato è un merito saper soffrire, però quando incontri avversari non eccezionali bisogna alzare l’asticella del gioco e imporsi con maggiore convinzione. Contro avversari più strutturati tipo il Borgo Five di sabto prossimo potremmo pagare a caro prezzo certe situazioni”

Però il fatto che si siano realizzate 3 reti senza subirne nessuna, sono comunque buone notizie…

“Sì, questi sono numeri senz’altro positivi. In particolare sono molto contento di non aver subito reti, e a questo proposito, anche se non parlo mai dei singoli, voglio fare un plauso ai miei due portieri. Stefano (Di Stasio) e Federico (Russo) hanno disputato un’ottima partita. Sono portieri che in questo campionato ben pochi si possono permettere, perché entrambi sarebbero titolari ovunque. Nonostante questo, hanno accettato di buon grado e sin dall’inizio l’alternanza di giocare un tempo ciascuno. Il loro attaccamento alla causa, la loro reattività e il modo in cui vivono questa “contitolarità” mi riempie di gioia”

Quel nervosismo nel finale è stata una nota stonata. Si poteva evitare?

“Non si poteva, si doveva evitare! Non è ammissibile che a fine partita si istighino gli avversari o si risponda alle loro provocazioni. Capisco l’agonismo, ma in certe situazioni bisogna avere la forza di fermarsi. Dobbiamo ricordarci tutti che noi del CUS da questo punto di vista esprimiamo dei valori diversi che vanno al di là del rettangolo di gioco. Valori che io sposo in pieno e che tutti noi dobbiamo tenere sempre a mente”.

Intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5, Tris del CUS a Cerreto. In gol Manni, Casella e Morelli

Il CUS esce dalla mini crisi in cui era incappato conquistando i tre punti sul difficile campo della Libertas Cerreto. In un Palazzetto dello Sport arroventato dalla passione di circa 70 spettatori, i ragazzi di Barbato sono usciti vincitori da un match più equilibrato di quanto non dica il punteggio di 0-3.

PRIMO TEMPO – I Vanvitelliani si approcciano alla partita con l’idea di pressare alto, ma la prima occasione è dei padroni di casa: Gismondi, lasciato colpevolmente libero da Scialla sul centro-destra, si trova sul sinistro un pallone d’oro, che però si stampa sull’incrocio dei pali, a Di Stasio battuto.

Il fragore generato dall’impatto della palla sul legno sortisce un effetto-sveglia sui Cussini, che iniziano a manovrare con maggiore efficacia, e anche quando non trovano spazi, ricorrono al tiro da fuori. Vicini al vantaggio prima con Mastroianni e poi con Volpecina, i casertani passano grazie a una rete di Manni: bravo l’attaccante a infilarsi in un buco sulla destra e a beffare Ludovico in uscita con un morbido esterno sinistro rasoterra. Dopo l’1-0, è ancora Volpecina a sfiorare il palo con un gran sinistro da fuori, mentre un pregevole intervento di Ludovico nega la gioia al rientrante Scialla. Così il primo tempo termina con gli ospiti che legittimano il vantaggio.

SECONDO TEMPO – Come prevedibile, la Libertas rientra in campo con maggiore determinazione, e esalta subito i riflessi di Russo, entrato al posto di Di Stasio, che vola letteralmente all’incrocio dei pali per smanacciare un velenoso sinistro di Di Paduano. Poco dopo, ancora i locali vicini al pareggio, con una serpentina di Di Donato che fa tutto bene tranne la conclusione.

Dopo aver rischiato di subire l’1-1, il CUS ritorna a guadagnare campo grazie alla buona vena di Casella e Volpecina, e sfiora con Morelli e Manni il raddoppio: in entrambe le occasioni i Vanvitelliani non riescono a saltare un attento Ludovico. La Libertas allora riprende coraggio, e ritorna ad attaccare con continuità. Ma purtroppo per i sanniti, Ravio e Russo sono in giornata di grazia: il combinato disposto dei due equivale a un cartello con su scritto: Non si passa! Prodigiosi gli interventi del portiere e le chiusure del difensore, che hanno avuto l’effetto di deprimere gli attacchi sanniti e mandare in escandescenza il pubblico di casa.

In questo clima ha preso forma il 2-0: bel contropiede orchestrato da Manni e Casella, con quest’ultimo che si fa trovare pronto per battere Ludovico in una sorta di rigore in movimento. La Libertas, frustrata per il doppio svantaggio, trova consolazione in qualche fallo di troppo che si trasforma in un tiro franco per gli ospiti. Sul dischetto si presenta Morelli che sigla il tris con un tiro piazzato.

Vittoria fondamentale per il CUS, che con questo successo resta agganciato ai piani alti della classifica e soprattutto si mette alle spalle un periodo non certo esaltante. Adesso si può pensare alla sfida di sabato, all’Aulario contro con il Borgo Five, con una testa diversa.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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UNISOCCER, 7a giornata: Squadra Materasso riposa, ma resta in testa

Per la prima volta dall’inizio della terza edizione di Unisoccer, Squadra Materasso ha assunto un comportamento coerente con il nome che porta: ha riposato. Nonostante questo, però, ha conservato la testa della classifica, che dopo sette giornate recita così:

Come si può notare, soltanto The Royal Society e Real Terza Cattedra finora hanno disputato tutte e sette le partite.

Classifica frutto dei seguenti risultati:

INFERMIERISTICATHE ROYAL SOCIETY  5-13

LEOTTA TEAMREAL TERZA CATTEDRA  10-4

I CUGINI DI ZAMPAGNABOMBOLONE TEAM 5-9

QUANTA BATTAGLIAHOROUS TEAM 3-6

Appuntamento a lunedì per l’ottava giornata.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Ca5, Di Stasio: “Orgoglioso di far parte di questa famiglia. Con Federico (Russo) nessuna rivalità, ma stima reciproca. Lottiamo insieme per difendere i colori del CUS Caserta”

Prima di procedere con l’intervista già concordata, è lo stesso Stefano Di Stasio, uno dei portieri del CUS Caserta, a chiederci di voler fare delle dichiarazioni spontanee.

Prego, Stefano.

“Ci tengo innanzitutto a ringraziare il presidente Vincenzo Corcione per avermi dato l’opportunità, a distanza di tre anni, di tornare a far parte del CUS Caserta. L’anno scorso, quando giocavo nel Recale, ci furono delle incomprensioni tra me e il CUS ma che fortunatamente sono rientrate. Perciò, ripeto, voglio ringraziare il presidente e la società: mi sono sempre trovato bene, l’ho sempre considerata una famiglia e per questo ho accettato molto volentieri di ritornare”

A fine allenamento ti ho visto un po’ dolorante. Si tratta di qualche fastidio muscolare o semplice affaticamento? Il mister vi sta facendo lavorare parecchio…

“Sì, il mister Barbato ci fa lavorare duro per metterci nelle condizioni migliori per ottenere i 3 punti in ogni partita. Del resto non ha bisogno di presentazioni: il suo curriculum parla per lui, è un allenatore di altra categoria, con tutto il rispetto per la C2. Sono contento di essere uno dei suoi giocatori, perché anche se ho un’esperienza decennale voglio continuare a migliorare, e sotto la sua guida so che posso farlo. Per quanto riguarda il dolorino alla gamba che ho provato a fine allenamento, spero non sia nulla di grave: intendo esserci domani contro Cerreto”

Che partita vi aspettate?

“Loro non navigano in buone acque, ma questo non deve interessarci. Fino all’anno scorso erano un’ottima squadra. Si tratta di un campo difficile dove il pubblico riesce in qualche modo ad incidere: nella passata stagione raramente hanno perso in casa. Perciò, come tutte le partite di questo campionato, mi aspetto una gara ostica. In questa categoria non esistono partite abbordabili. Sono veramente tutte difficili e dall’esito mai scontato”

Qual è il tuo giudizio su questo inizio di stagione?

“Eravamo partiti benino mettendo insieme tre vittorie e una sola sconfitta, peraltro contro il Mondragone, la squadra che a mio avviso ammazzerà il campionato.  Poi c’è stato un black out e abbiamo pareggiato in casa con L’Oratorio San Ludovico e Acerra, nel mezzo la bruciante sconfitta di Alife. Qui ritorniamo al discorso di prima: non bisogna guardare la classifica, perché se si scende in campo con l’atteggiamento sbagliato si paga dazio contro chiunque. Dobbiamo giocare sempre al massimo delle nostre possibilità e fare in partita quello che ci chiede il mister durante gli allenamenti: seguendo lui otterremo sicuramente qualcosa”

Nell’ultima sfida, all’Aulario contro Acerra, hai giocato tutti i 40 minuti. Come vivete questa rivalità tu e l’altro portiere Federico Russo?

“Intanto posso dirti che non si tratta di una rivalità. Io e Federico ci conosciamo da quattro anni e ognuno di noi è consapevole dei pregi e dei difetti dell’altro. C’è stima reciproca. Certo, durante gli allenamenti diamo entrambi il massimo per difendere i colori del CUS, che è la cosa più importante. Il mister ci apprezza allo stesso modo, ci pone sullo stesso livello qualitativo, conoscendo bene le nostre caratteristiche. Per questo a inizio stagione ci disse che per lui eravamo tutti e due titolari e che avremmo disputato sempre un tempo a testa a parità di allenamento (presenza nelle due sessioni settimanali). Noi accettammo di buon grado questa situazione perché, ripeto, c’è stima e amicizia. E se anche dovesse capitare che qualcuno giochi qualche minuto in più dell’altro non importa: quello che conta è difendere al meglio la porta del CUS”.

intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta