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Calcio a 5 – Barbato: “Vittoria larga anche merito dei portieri”

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Ieri sono ripresi gli allenamenti all’Aulario: il campionato sabato si ferma e riprenderà direttamente il 29 febbraio. Il CUS sarà impegnato nella trasferta di Acerra a contendersi il quarto posto (le due squadre sono appaiate in classifica a quota 26 punti). Abbiamo intercettato mister Barbato, che è tornato a parlare del successo contro Matese e degli effetti che lo stesso può e deve avere sul prosieguo della stagione. Queste le sue parole:

“Il risultato fa senz’altro piacere, è una delle note positive, ovviamente, soprattutto perché nelle ultime cinque partite ne avevamo perse quattro e vinta una. Per cui l’umore andava rialzato con una ventata di entusiasmo. Un’altra conferma è arrivata dalle prestazioni dei due portieri. Perché la vittoria è stata sì larga (8-0, ndr), ma è stata favorita anche dalla ritrovata sicurezza di Stefano e Federico, in quali anche loro avevano risentito della scarsa brillantezza generale dell’ultimo periodo. Un’altra nota lieta è stata sicuramente la voglia di vincere che abbiamo dimostrato per larghi tratti del match. Escluso il primo tempo, dove effettivamente abbiamo sofferto un po’, si vedeva che volevamo ottenere i tre punti a tutti i costi, e alla fine con la giusta cattiveria, anche in fase di riconquista, abbiamo centrato un risultato importante contro una squadra ostica. La speranza è quella di aver ripreso il cammino. Certo, dobbiamo ancora migliorare molto. In particolare c’è da lavorare sulla gestione del pallone: non possiamo avere il timore di giocare la palla come se scottasse. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, soprattutto in vista degli impegni importanti e delicati che ci attendono. Comunque il mio plauso va a tutti i ragazzi con la speranza che si rendano conto delle loro potenzialità: questa squadra deve lottare per i primi posti della classifica e non limitarsi a vivacchiare o addirittura guardarsi alle spalle”.

dichiarazioni raccolte da Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5 – Riscatto CUS: Matese travolto 8-0! Tris per Scialla e Morelli, in gol anche Manni e Luongo

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Dire che il CUS avesse bisogno di una vittoria è un eufemismo, ma oltre ai tre punti  – di vitale importanza in chiave play off – c’è di più. Oggi all’Aulario i Vanvitelliani hanno disputato la migliore prestazione stagionale proprio contro il Matese, ovvero gli avversari con cui nella gara di andata avevano mostrato la peggiore versione di se stessi.

PRIMO TEMPO – Che fosse una bella giornata e non solo per via di un Sole primaverile lo si è capito sin dai primi secondi. Non passa nemmeno un minuto e un tiro di Morelli, deviato, finisce alle spalle del portiere Mirto: 1-0. Poco dopo è lo stesso numero 16 ad andare vicino al raddoppio, ma il suo diagonale si spegne sul fondo. Mancato il 2-0, il CUS entra in una fase di sofferenza. I matesini infatti si rendono pericolosi con Di Leone, che dopo aver saltato in bello stile Bovo si vede negare il gol da un attento Di Stasio, e Varricchione, che per poco non beffa l’estremo difensore cussino con un tiro malefico che colpisce il palo da distanza ravvicinata.

Gli ospiti sembrano più in palla, per cui diventano provvidenziali le chiusure del capitano Volpecina, del sempre presente Ravio e di Luongo: il numero 8 è in crescita costante. Manni prova a girare l’inerzia, ma il suo diagonale a colpo sicuro esalta i riflessi di Mirto, che si produce in un autentico miracolo. Stimolato dal collega avversario, allora Di Stasio compie un intervento altrettanto splendido sulla conclusione di Di Leone: una parata fondamentale che consente ai ragazzi di Barbato di chiudere in vantaggio il primo tempo.

SECONDO TEMPO – La ripresa è un assolo Vanvitelliano. Casella inizia ad aumentare i giri del motore, e prima va vicino al 2-0 con un diagonale poco fortunato e poi, recuperata palla a centrocampo, la sua specialità, verticalizza immediatamente per Manni, che piazza un sinistro di gran classe sul secondo palo: un gol fondamentale non solo per il raddoppio cussino, ma anche per il morale dell’attaccante, in un periodo con più bassi che alti. Un minuto più tardi, Russo, entrato come da prassi al posto di Di Stasio, si presenta con due interventi di rara bellezza prima su Ricci  e poi sul solito Varricchione, negando in particolare a quest’ultimo un gol praticamente fatto.

E allora, con una difesa impenetrabile e la sicurezza garantita dai portieri, il CUS gioca sul velluto. L’azione del 3-0 è uno spetatcolo: Scialla avanza a centrocampo, premia l’allargamento a destra di Ferraro, il quale a sua volta restituisce il pallone al compagno che nel frattempo era entrato in area di rigore: il piatto del numero 6 prima colpisce il palo interno e poi la rete. Anche il 4-0, giunto di lì a poco, è frutto di una combinazione interessante. Stavolta i protagonisti sono Bovo e Luongo: il numero 7 batte furbescamente un calcio d’angolo e il numero 8 si fa trovare pronto a centro-area per il tap-in vincente. Il Matese si getta nella metà campo cussina, ma senza criterio, espondendosi ai contropiede, in pratica lo scenario ideale per esaltare Morelli: è infatti il numero 16 a servire a Scialla, bravissimo a saltare Mirto con un gioco di suola, e a portare Caserta sul 5-0.

A questo punto il Matese schiera il portiere di movimento, Ricci, prova a rendersi più pericoloso, e ottiene un tiro libero. Ma le responsabilità, si sa, sono il pane quotidiano di Russo, il quale non si scompone e devia in calcio d’angolo la conclusione, forte ma centrale, di Napoletano. Anche gli ottimi interventi difensivi di Casella e Mastropietro, che nonostante il punteggio largamente a favore non mollano un centimetro, accentuano la sensazione di impotenza negli ospiti, che a poco a poco gettano la spugna, mentre il CUS ha ancora voglia di giocare e soprattutto segnare: il 6-0 è di Scialla, su assist di Morelli. Lo scatenato numero 16 firma le altre due reti cussine che vanno a comporre l’8-0 finale: una su rigore procurato dall’ottimo Ferraro, e l’altra sull’ennesimo contropiede gestito egregiamente dai Vanvitelliani.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5, Russo: “Lo stile è una questione di responsabilità, nella vita mi piace osare”

CASERTA – Difende la porta del CUS Caserta da cinque stagioni e lo farà anche ai prossimi Campionati Nazionali Universitari. Federico Russo, studente di Medicina iscritto alla Luigi Vanvitelli, analizza il momento difficile che sta attraversando il team di Barbato, con uno sguardo concentrato sulla sfida di domani all’Aulario contro il Matese. Parlandoci anche di se stesso e del suo stile di vita.

Federico, cosa sta succedendo al CUS? Le ultime partite sono state quasi disastrose, i play off sono a rischio?

“Sì, c’è stata una netta decadenza da un punto di vista mentale da parte di tutta la squadra. La differenza di rendimento tra andata e ritorno è palpabile, e secondo me è dovuta ad un abbassamento della concentrazione. Ad inizio campionato, quando ottenevamo dei risultati importanti, l’entusiasmo era mille e l’accesso ai play off rappresentava l’obiettivo minimo. Oggi, con questa situazione che si è creata, non dico che i play off siano diventati impossibili, anche perché mancano ancora diverse partite, però certamente si fa più dura, questo sì. Ma se affrontiamo le sei sfide che restano da qui alla fine come fossero finali, ce la possiamo fare”.

La prima finale è in programma domani : all’Aulario arriva il Matese…

“Io ritengo che siamo una squadra forte, non siamo inferiori a nessuno: dobbiamo crescere dal punto di vista temperamentale, questo sì. Contro il Matese serve una prestazione all’insegna della concetrazione, della grinta, della voglia di mangiarsi gli avversari. Deve essere una partita di ripartenza. Solo così possiamo riacquistare fiducia in noi stessi e riprendere il cammino. Ci serve uno slancio, ecco. Se seguiamo i consigli del mister, che io stimo tantissimo, arriviamo lontano. Il Matese sta disputando un grande campionato e sono in un momento positivo, ma noi abbiamo ancora molto da dire. Dobbiamo recuperare lo spirito del girone d’andata e riprendere in mano la stagione”.

Tu provieni dal calcio a 11. Com’è stato adattarsi al contesto ben diverso del calcio a 5?

“Sì, io vengo dal calcio a 11. Ho giocato 15 anni nelle giovanili della Casertana e un anno con la Boys Caserta. Il passaggio è stato complicato. Si tratta sostanzialmente di sport diversi. Il calcio a 5 richiede un impegno, parlo della partita, molto più continuativo rispetto al calcio a 11, dove invece ti può capitare di restare inoperoso per tutti i 90′. Mentre nel calcio a 5 le sollecitazioni sono continue. In entrambi gli sport devi essere sempre concentrato, ovviamente, ma si tratta di concentrazioni diverse. Il calcio a 5 richiede grande iperattività, inoltre ci sono differenze anche sul piano tecnico-tattico, che risentono anche delle diverse dimensioni di campo e porta”.

Com’è il tuo rapporto con Stefano Di Stasio? Il mister Barbato vi considera due titolari e ha sempre speso parole lusinghiere nei confronti di entrambi.

“La mia prima esperienza di calcio a 5 è stata proprio con il  CUS 5 anni fa e fu proprio Stefano, grande amico prima ancora che compagno di squadra, ad aiutarmi nel passaggio dal calcio a 11 al calcio a 5. Stefano è un grande portiere di calcio a 5, tra noi c’è stima reciproca. Cerchiamo di migliorarci l’un l’altro, magari anche io gli ho insegnato qualcosa sul calcio a 11 (ride, ndr). Per quanto riguarda il mister, ti confermo che più volte ci ha ribadito la sua fiducia considerandoci alla pari e promettendoci che, a parità di allenamenti, avremmo giocato un tempo a testa: e così è stato. Il rapporto con il mister è splendido. Personalmente lo stimo tantissimo, perché è un allenatore preparato e una grandissima persona, di spessore. Per cui sono davvero orgoglioso della fiducia che ripone in me”.

Tu tieni molto allo stile, e sul tuo profilo Instagram campeggia la scritta “Elegance Style”. C’è un nesso tra l’essere portiere e il vestirsi con cura?

“La cura nel vestirsi bene è nata dalla scuola, io ho frequentato i Salesiani. Lì ho iniziato ad avere questo apprezzamento del vestiario. Diciamo che nella vita in generale mi piace la condizione di avere delle responsabilità, e in questo senso considero quello del portiere il ruolo più bello al mondo, perché un tuo errore può incidere negativamente sul risultato di una partita. Quindi giocoforza, per dare sicurezza ai tuoi compagni, certe volte devi essere disposto ad osare. Lo stesso approccio lo assumo quando mi vesto: mi piace osare, appunto. Ma non per mettermi in mostra, è solo un modo in cui si manifesta questa mia vocazione per le responsabilità. Del resto studio Medicina, e mi piacerebbe diventare neurochirurgo, un ruolo di estrema responsabilità. Ecco, l’elegance style per me è questo: carattere, personalità e responsabilità”.

Tu difenderai la porta del CUS anche nelle eliminatorie per i prossimi CNU (Torino 22-31 maggio). Cosa pensi del sorteggio (Potenza e vincente tra Salerno e Bari)?

“Negli ultimi anni Il livello dei CNU si è alzato in maniera esponenziale. Già nella scorsa edizione affrontammo partite ostiche, ad esempio con Pisa. Quindi sarà difficile già qualificarci. Non sarà scontato, ecco. Accedere alle final eight significa far parte delle squadre più forti d’Italia, da un punto di vista tecnico-tattico. Abbiamo perso un grande giocatore come Rosario Vigliotti, ma resto fiducioso. Bisogna puntare a vincere. Io sono un ragazzo che punta sempre al massimo. Perseguo il meglio. Potenza non la conosciamo, ma Bari e Salerno hanno una buona tradizione, per cui ci sarà da lottare. Ma siamo un bel gruppo, una grande squadra, e abbiamo in mister Barbato un grande condottiero”.

Intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

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Calcio a 5, Volpecina: “Mio padre è il mio idolo”

La nostra intervista a Marco Volpecina, capitano del CUS Caserta calcio a 5 e figlio d’arte. Il padre Giuseppe, infatti, ha militato tanti anni in Serie A vincendo lo scudetto con il Napoli e togliendosi lo sfizio di segnare il gol del 3-1 nella storica presa di Torino del novembre 1986.

Marco, tu che sei il capitano, come “senti” la squadra in questo periodo di alti e bassi?

“A Bacoli abbiamo ottenuto una vittoria fondamentale perché ci ha fatto superare un periodo di crisi (di risultati). Perdendo a Recale contro il Marcianise e una settimana dopo contro il Mondragone, eravamo un po’ depressi. Invece il successo di sabato scorso da questo punto di vista ci ha dato una grande mano: ora il morale è alto. Inoltre io penso che vincere insegna a vincere e perdere insegna a perdere”.

Nonostante la vittoria, avete comunque sofferto. Non è stata certo una passeggiata.

“Nei primi 10-15 minuti siamo partiti forte. Antonio (Scialla, ndr) ha colpito subito due pali. Trovarsi poco dopo sul 2-0 è stata una naturale conseguenza di questo approccio. Poi però ci siamo abbassati e abbiamo preso il 2-1. Nella ripresa siamo stati troppo tranquilli e anche un po’ presuntuosi: credevamo di aver già vinto. Invece un po’ di timore per l’avversario bisogna sempre averlo, perciò ci siamo ritrovati sul 2-2, anche per colpa di qualche mio errore, e per poco non concedevamo il sorpasso… Ma per fortuna ci ha pensato Luca (Luongo, ndr), autore di una grande prestazione, a firmare il gol-vittoria”.

Come giudichi invece il tuo momento personale?

“Per quanto riguarda il mio momento di forma purtroppo non mi sento al 100%. Ho un problema al quadricipite della gamba sinistra, una fastidiosa contrattura che mi sto portando dietro da inizio stagione. Vorrei essere pronto per la gara di domani contro l’Atellana e in generale per le prossime sfide, il crocevia della stagione”.

Tuo padre Giuseppe è stato un grande calciatore, ha vinto anche lo scudetto a Napoli. Com’è il rapporto con lui, che consigli ti dà, visto che anche tu hai un passato da calciatore (a 11)?

“Devo dirti che da questo punto di vista non è una vera e propria richiesta da parte mia né un consigliare da parte sua. Viviamo questa grande passione che ci unisce affrontando l’argomento-calcio, che a casa nostra è stato sempre centrale, con un normale botta e risposta. Il nostro è un semplice scambio di opinioni. La maggior parte delle volte ha ragione lui, lo confesso, però mi è capitato anche di riuscire a convincerlo che il mio punto di vista in qualche caso fosse più corretto”.

Come si vive il quotidiano quando si è figli di una persona così popolare?

“Da piccolo lo vivevo come una cosa un po’ strana. Vedevo gente che a Napoli lo salutava, baciava… A volte era un problema muoversi per strada. Crescendo poi uno lo capisce che ha fatto qualcosa di importante e ovunque sia andato ha lasciato ottimi ricordi. Perché l’affetto gli viene dimostrato non solo a Napoli, ma anche a Palermo, Verona, Firenze, Pisa. Quindi poi per noi familiari è diventata una cosa normale, un’abitudine”.

Sul tuo profilo Instagram hai dichiarato senza mezzi termini che lui rappresenta il tuo idolo. Tu sei mancino proprio come tuo padre, in campo ti ispiri a lui?

“Quando giocavo a calcio a 11 ricoprivo il suo ruolo, terzino sinistro, per cui ho lui come idolo. Non solo per un fatto ovviamente familiare, ma proprio per ragioni tecnico-tattiche: tanti anni fa i terzini si occupavano per lo più della fase difensiva, mentre mio padre è stato uno dei primi a interpretare questo ruolo in chiave moderna. Attaccava sempre. L’ho visto solo nelle cassette e nei video, ma mi piaceva molto il suo stile. Ora non ti dico che mi ispiro totalmente a lui, ma che lo prendo tanto in considerazione, questo sì”.

So che avrai risposto miliardi di volte a questa domanda, tuttavia devo fartela per forza: cosa ti ha raccontato tuo padre di un certo Diego Armando?

“Che Maradona non ti faceva mai pesare la sua qualità. Difficilmente sbagliava, ma non ha mai ripreso un compagno per un errore. Quello che si è avvicinato di più, almeno sul piano tecnico, è stato Roby Baggio, altro fuoriclasse con cui papà ha giocato ai tempi di Firenze. Ma sul piano del carisma non c’è mai stato confronto. Diego caricava i compagni, li aiutava sempre, non aveva mai una parola di sconforto. Oggi Messi è quello che lo ricorda di più, ma Diego resta irraggiungibile. Il numero uno in assoluto. Questo mi ha raccontato”.

intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

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Calcio a 5 – Luongo fa gioire (3-2) il CUS a Bacoli

BACOLI – Il CUS torna dalla trasferta di Bacoli con l’intera posta in tasca, dimenticando almeno per un pomeriggio le ultime batoste subite in campionato contro Marcianise e Mondragone. Con questi tre punti i ragazzi di Barbato restano al quinto posto in classifica in piena zona play off.

PRIMO TEMPO – La prima fase di gara è tutta di marca vanvitelliana. Dopo pochi secondi Scialla colpisce l’incrocio dei pali prima e il palo poi. Dopodiché è un bel sinistro scoccato da Ferraro a testare i riflessi di Di Falco, che si distende sulla sua destra e respinge in angolo. Anche Mastroianni ci prova con convinzione, ma la sua punizione si infrange sulla barriera così come la ribattuta susseguente. Al 6′ è ancora bravo Di Falco a contenere una conclusione di Morelli ottimamente servito da Ravio. Il minuto del raccolto cussino è l’ottavo: Scialla batte con furbizia un calcio d’angolo e pesca libero a centro area Morelli, per il quale è un gioco da ragazzi depositare in rete da pochi passi.

Tre minuti dopo l’1-0 è Casella a sciupare da ottima posizione un bel suggerimento di Bovo. In questa fase si fa apprezzare il giro palla di Caserta, che impedisce ai padroni di casa di rendersi pericolosi con le ripartenze. Al 14′ anzi è Manni a esplodere un sinistro velenoso che finisce alto di poco. Così come è velenoso il sinistro che al 22′ Volpecina spedisce sul palo. Al 26′ il Bacoli si fa vedere con Insignito lanciato in porta in campo aperto, ma è un grande intervento di Russo a dirgli di no. Tuttavia, i tempi per il 2-0 sono maturi, e ci pensa Luongo, entrato immediatamente in partita, a ribadire in rete una respinta di Di Falco su tiro di Mastropietro. Un minuto più tardi Ravio spreca il pallone del 3-0, e allora i locali si rifanno sotto e accorciano le distanze con Seano proprio in chiusura di tempo.

SECONDO TEMPO – Per Caserta l’inizio della ripresa è di tutt’altro genere rispetto al primo tempo, addirittura scioccante. I ragazzi di mister Cerisano risalgono dagli spogliatoi rinati, e dopo pochi secondi pervengono al pareggio con un tap-in di Insignito che magnifica una splendida azione condotta da Seano e rifinita da Marotta. Dopo un clamoroso errore di Manni a porta sguarnita è Marotta a sfiorare il punto del sorpasso.

I padroni di casa sono più brillanti, e si fanno vedere sempre più spesso dalle parti di Russo, che però riesce a disinnescare tutte le minacce . Il CUS è un po’ in affanno, e allora si aggrappa alla garra di Luongo. Ed è proprio Luongo, il migliore in campo, a bucare per la terza volta (seconda personale) Di Falco su assist di Morelli. Raggiunto il 3-2, la vittoria del CUS passa dalle mani di Russo, autore di interventi decisivi su Daniele e il solito Seano.  Nel recupero ci prova Ferraro a chiudere i conti con un pallonetto da centrocampo senza esito, mentre l’ultimo brivido è del Bacoli: Insignito da centro area spedisce sul fondo da ottima posizione. Per la gioia di Caserta.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5 – Barbato: “Se giochiamo solo a tratti la colpa evidentemente è mia”

È un Barbato molto amareggiato, quello che sentiamo al termine del pesante KO subìto dal CUS contro Mondragone. Nonostante la poca voglia di parlare, il mister ci ha rilasciato alcune dichiarazioni.

Non credo ci siano analogie con la sconfitta con Marcianise, se non nel punteggio finale. Sabato scorso siamo stati indecorosi, mentre oggi  soprattutto nel primo tempo la prestazione l’abbiamo fatta. Anzi, probabilmente avremmo meritato di chiuderlo in vantaggio. E invece proprio quando potevamo dare quel qualcosa in più ci siamo smarriti. Non riesco a capire perché. Ma evidentemente se i ragazzi giocano soltanto a tratti la colpa è mia. Mi sento il principale responsabile di questo atteggiamento, vuol dire che ancora non sono riuscito a trasmettere loro quello che voglio. Non riusciamo a capirci fino in fondo. Eppure questa è una squadra che ha delle grosse potenzialità, perciò mi fa rabbia vedere questa alternanza di rendimento. Quando vogliamo pratichiamo anche un bel calcio, salvo poi smarrirci com’è accaduto oggi nella ripresa”.

Dichiarazioni raccolte da Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5 – CUS travolto (4-10) dall’Olympique Sinope: Busino-show. Per i Vanvitelliani in gol Volpecina, Bovo, Morelli e Luongo


SANTA MARIA C. V. – Dopo la catastrofe di Recale contro il Marcianise, un’altra batosta per il CUS Caserta, per giunta dalle proporzioni simili: all’Aulario l’Olympique Sinope si è imposta con un fragoroso 10-4, facendo valere la maggior qualità e soprattutto la leadership della classifica, che la vede a punteggio pieno dopo 13 partite.

PRIMO TEMPO – Eppure lo sviluppo del primo tempo non lasciava pensare a un epilogo così catastrofico per i colori del CUS. I Vanvitelliani, infatti, hanno affrontato Mondragone con coraggio, provando a fare la partita senza alcun timore riverenziale. Il problema è che contro avversari così forti non puoi permetterti il minimo errore, perché troverai sempre un Busino ad approfittarne: porta la sua firma il diagonale dello 0-1 al 4′. Ciònonostante, i Cussini non si scompongono, e anzi cercano con tutte le loro forze il pari.

Pericolose le conclusioni da fuori scoccate da Morelli e Mastroianni, che quando non si spengono sul fondo trovano un Morrone sempre attento o anche il legno (Mastroianni). Morrone che però all’8′ è costretto a capitolare: Volpecina ruba palla a Marcello e di destro, non il suo piede preferito, riesce a spedire il pallone nell’angolino basso anche grazie a una deviazione.

A questo punto i ragazzi di Barbato si riversano nella metà campo avversaria alla ricerca del sorpasso, e lo sfiorano con Morelli e Rossetti, innescati da bei recuperi di Casella. Al 15′ Morrone si supera su un destro del numero 16 lanciato in profondità da Rossetti. Un minuto più tardi, però, sono gli ospiti a passare. Russo si avventa su un pallone innocuo calcolando male i tempi di uscita, la palla finisce sui piedi di Palmieri, che con calma spedisce un pallonetto imparabile nella porta ormai vuota.

Il CUS non ci sta, e ci riprova con i tiri da fuori area di Casella e Scialla, che per poco non fruttano il pareggio. Pareggio che invece viene centrato da Bovo, con una punizione di sinistro deviata da Palmieri. Mancano due minuti alla fine del tempo, il 2-2 sarebbe un risultato perfetto con cui andare all’intervallo, ma lo stesso Bovo poco dopo si fa rubare il pallone da Busino, il quale conduce con maestria il contropiede, scambia con Palmieri, e deposita in rete il punto del 2-3.

Domenico Morelli controllato da Francesco Zevola

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa un bel sinistro al volo di Volpecina su angolo di Scialla dà l’illusione ottica del gol. Ma dopo questa bella conclusione del capitano, si assiste a un monologo degli ospiti, che con gli spazi aperti a disposizione si esaltano. I Cussini lottano, ma subiscono gol a ogni occasione. Al 4′ Zevola fa passare il pallone sotto la barriera e sorprende Di Stasio; al 12′, dopo un’occasione d’oro sciupata da Morelli, Marcello conclude una bella azione orchestrata da Zevola e Della Peruta (2-5), e lo stesso fa Busino 10 minuti più tardi su assist di Palmieri (2-6).

Un guizzo di Morelli porta Caserta sul 3-6, ma con il portiere in movimento (Volpecina) è troppo facile per la Sinope andare in rete: segnano in successione Marcello, Busino (poker per il 14 granata), Della Peruta e Ciabatta (addirittura di testa su cross di Marcello).

L’ultimo sussulto è però del CUS. Bravo Luongo a superare nell’uno contro uno sulla fascia Di Lorenzo e a indirizzare il suo destro nell’angolino alla destra del portiere per il 4-10 finale.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

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Calcio a 5, Barbato: “Molto bene per 54 minuti, troppi rischi nel finale”

Mister Gianpaolo Barbato commenta positivamente la vittoria del CUS contro Casaluce, ma allo stesso tempo auspica una crescita della concentrazione che miri a scongiurare rischi gratuiti.

Mister, nonostante il periodo festivo, la squadra è sembrata in buona condizione.

“Le feste ci sono state anche per noi, com’è giusto che sia, ma la condizione atletica è rimasta buona perché comunque in queste settimane ci siamo allenati. Tra l’altro devo dire che l’aspetto atletico non è mai mancato quest’anno, viceversa quualche deficit semmai lo abbiamo avuto sul piano mentale, sul piano della concentrazione. Su questo il lavoro da fare è ancora molto”.

Dopo il 3-1 con il Casaluce, il CUS ha raggiunto quota 35 per quanto riguarda i gol fatti, l’attacco meno prolifico tra le squadre di testa. Può essere un problema, questo?

“Sui gol fatti si tratta di un dato oggettivo: i numeri non mentono. Per cui sì, non sempre la produzione offensiva viene premiata con le reti. Però è anche vero che se produci tanto, il risultato prima o poi ti deve sorridere, come del resto sta capitando ultimamente. Da questo punto di vista c’è sicuramente un rammarico per non aver chiuso certe partite prima, oppure non aver ampliato il margine prima, però poi, setacciando l’intera partita, ti rendi conto che può andare anche bene così”.

Però con il Casaluce, una partita dominata dall’inizio ha rischiato di riaprirsi nel finale.

“E’ chiaro se non chiudi subito il match, può capitarti una disattenzione individuale che rischia di rimettere in gioco avversari fino a quel momento dominati. Il rigore procurato da Di Stasio è stata una leggerezza che si poteva e doveva evitare. Anche perché se avessero segnato saremmo andati sul 3-2 a un minuto dalla fine. E un minuto nel calcio a cinque può essere tutto e niente. Avremmo rischiato di gettare al vento 3 punti oramai presi”.

Insomma, si ritorna sempre al discorso della concentrazione…

“Esatto. Nel momento in cui sei lucido in campo, giochi a due tocchi e allo stesso tempo tieni distanti gli avversari dalla tua area di rigore, pratichi un bel calcio e ottieni pure il 3-0, vuol dire che sei pienamente dentro la partita. Poi, però, paradossalmente il raggiungimento del terzo gol ci ha rilassato, perché abbiamo mollato pensando di avere la vittoria in pugno, e allora ti capita di concedere pure un rigore evitabile. Perciò mi sto sgolando con i ragazzi per invitarli a stare sempre con la testa concentrata, perché questo sport è essenzialmente un fatto di testa. Fino al 54′ abbiamo fatto bene con tutti, rotazioni comprese, nel finale ci siamo disuniti”.

L’impressione è che comunque la squadra si stia esprimendo su buoni livelli, sempre più spesso si vedono delle trame di gioco a lei care, penso soprattutto all’azione del 3-0 conclusa da Mastropietro.

“Quest’anno, salve rare occasioni, la squadra la vedo in costante crescita. Sia nei singoli che nel collettivo. Significa che si sta lavorando bene insieme, ci stiamo capendo sempre di più. E questa è una squadra che deve rendersi conto di essere una buona squadra e che deve dimostrarlo in tutti i momenti della partita”.

intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5 – Il CUS inizia bene il 2020: Manni, Bovo e Mastropietro piegano (3-1) Casaluce

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Una vittoria dal duplice gusto, quella ottenuta dal CUS Caserta questo pomeriggio: chiude in bellezza il girone d’andata e inaugura nel migliore dei modi l’anno appena iniziato. Il 3-1 dell’Aulario contro Casaluce consolida la posizione dei Vanvitelliani nei quartieri alti della classifica (a 20 punti) al quarto posto, dietro la Real Atellana (irraggiungibili ormai le prime della classe Borgo Five e Mondragone).

PRIMO TEMPO – Il CUS non perde molto tempo ad impadronirsi del gioco. Nei primi minuti trova nella fascia sinistra una porzione di campo favorevole alle incursioni di Volpecina e Manni, tuttavia i tiri-cross del capitano e del numero nove non sortiscono gli effetti sperati spegnendosi sul fondo. Al 5′ è ancora il numero 12 a provarci, ma il suo mancino viene intercettato da Arcione, il quale si ripete un minuto dopo su Mastroianni.  Ma il gol ormai è nell’aria, ed è proprio il numero 8 a vincere il rimpallo giusto su cui si avventa Daniele Manni, che di prima intenzione scaraventa un sinistro che si infila all’incrocio dei pali.

Al 9′ sale in cattedra Casella: splendida l’azione personale del numero 5, che in progressione salta un paio di avversari, si presenta solo davanti ad Arcione, e per poco non lo castiga con un tocco sotto. Dopo aver rischiato di trovarsi sullo 0-2, il Casaluce decide di farsi vedere dalle parti di Di Stasio: bravissimo, però, il numero 20 a contenere, a distanza di un minuto l’una dall’altra, le conclusioni di Cioffi e Mormile. Mentre al 16′ il portiere cussino può solo sperare che il tiro di Fusco, scoccato da ottima posizione, termini fuori: speranza comunque ripagata. Il possibile 1-1 convince i Vanvitelliani a cercare il raddoppio, e allora ci provano prima Morelli e poi Luongo, ma i rispettivi tiri da fuori area difettano di precisione. Precisione che non manca a Bovo, che al 22′, dopo una bella percussione personale, lascia partire un destro secco che buca ancora la porta del Casaluce.

Un attento Casella scherma Cioffi

Prima della fine del tempo, Di Stasio si produce in interventi importanti, stendendosi in bello stile sulla sua destra, che impediscono sia a Bortone che a Mormile di accorciare le distanze, mentre sul fronte offensivo meritano menzione due occasioni di rilievo per i padroni di casa: al 28′ è a dir poco splendida la combinazione tra Volpecina, Manni e Casella, con Arcione che si supera sulla conclusione ravvicinata del numero 5; al 31′ è invece il capitano ad andare a un passo dal tris dopo una volata solitaria che termina con un sinistro di poco a lato.

SECONDO TEMPO – La ripresa inizia con ottime letture difensive da parte di Scialla, che silenzia le ambizioni di Bortone e Fusco: sempre a livelli alti l’aggressività del numero 6, che però al 34′ viene ammonito. Tuttavia non accade nulla sulla conseguente punizione. Il CUS è meno propositivo rispetto al primo tempo, però ha il merito di non disunirsi mai e di concedere poco o quasi agli ospiti, che sono costretti a ricorrere a velleitarie conclusioni da fuori. In questa fase si fanno apprezzare i rientri di Manni e la “garra” di Luongo. Proprio il numero 3 fa suoi tutti i duelli, recupera diversi palloni e trova la forza anche di condurre le ripartenze. Da una di queste, al 15′, per poco non tira fuori il 3-0: solo la traversa, a Arcione battuto, nega la gioia personale all’ottimo Luongo.

Quattro minuti più tardi però il triplo vantaggio diventa realtà, ed è una realtà fantastica. Casella recupera palla a centrocampo e serve in verticale Manni, il numero 9 va nello spazio e anzichè tirare in porta serve l’accorrente Mastropietro, bravo a seguire il gioco e a depositare il pallone in rete a porta sguarnita: un’azione giocata a due tocchi che avrà fatto sicuramente felice mister Barbato.

Barbato osserva il pressing dei suoi

A questo punto, complice anche un fisiologico calo fisico, il CUS si siede un po’. Così Cioffi al 52′ trova l’1-3 con un bel sinistro su cui Di Stasio non può nulla. Al 26′ Volpecina ha la possibilità di archiviare la pratica, ma il suo tiro libero, a differenza di quanto avvenuto nella gara di Capua, viene deviato in corner da Arcione. Allora gli ospiti ci riprovano due minuti più tardi con maggiore convinzione: una bella combinazione tra Fusco e Mormile si infrange sul palo esterno. L’attaccante però si guadagna un calcio di rigore: nel bene e nel male fa tutto Di Stasio. Il portiere vanvitelliano prima commette il fallo, poi viene ammonito e infine, cosa più importante per il CUS, vola alla sua sinistra e respinge il destro di Cioffi.

Sul capovolgimento di fronte è invece il CUS a guadagnarsi un’altra chance per il 4-1, ma Arcione riesce a bloccare la conclusione centrale di Morelli. Il portiere del Casaluce ha ancora il pallone tra le mani quando l’arbitro sancisce la fine del match. Vince Caserta 3-1.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

 

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Ca5, Barbato: “Risposte importanti da parte di tutti, successo voluto e ampiamente meritato”

Mister Barbato esprime soddisfazione per una partita ben giocata da parte dei suoi ragazzi.

Mister, questa vittoria, anche per come è arrivata, ci voleva. Il CUS passerà un Natale sereno…

“Sì, è stata una bella partita. Giocata sì in modo maschio, ma allo stesso tempo correttissima. Siamo rimasti sempre in controllo, avevo la netta sensazione che la partita fosse in nostro possesso anche dopo aver subito il momentaneo pareggio nel finale, ero convinto che avremmo vinto”

Le sue parole trasudano una certa soddisfazione, lei in genere è molto cauto nei giudizi.

“Siamo stati bene in mezzo al campo, determinati, cattivi e concentrati. Ho ottenuto risposte da tutti quanti nonostante abbia fatto ricorso ad un’ampia rotazione, e questa è la nota più importante. Ho visto una squadra che voleva la vittoria e l’ha conseguita. L’avrebbe conseguita comunque. Vittoria dunque meritata. Abbiamo commesso solo qualche ingenuità: le tre palle gol concesse nel primo tempo, tra l’altro in ripartenza e stavamo fuori casa, sono sì il frutto dell’atteggiameno aggressivo, quello che piace a me, però allo stesso tempo rappresentano un aspetto su cui dobbiamo ancora lavorare. Se vogliamo essere aggressivi non dobbiamo prestare il fianco ai contropiede”

Così tanti tiri liberi conquistati possono essere lo specchio di una condizione fisica comunque in crescita?

“Mah, io penso che i tiri liberi non dipendono dalla condizione fisica, ma piuttosto da errori che si pagano a caro prezzo. Anche a noi è capitato spesso di concedere tiri franchi nonostante avessimo gamba. Sono situazioni da gestire più sotto il profilo mentale che fisico”

Su 17 punti conquistati ben 9 sono arrivati in trasferta. Semplice coincidenza oppure c’è una spiegazione tecnico-tattica?

“Parto da un presupposto generale. Finora la nostra squadra ha offerto le migliori prestazioni quando è stata sotto pressione, quando doveva vincere. E anche quando abbiamo raccolto poco o nulla la prestazione è stata di spessore. Difettiamo invece di continuità. Per cui questo dato tra il rendimento in casa e in trasferta non è così rilevante. Piuttosto la differenza maggiore è data dalla superficie di gioco: sulle superfici veloci, quelle al coperto, emergono i valori tecnici importanti della nostra squadra; mentre sull’erba sintentica soffriamo un po’ e non sempre riusciamo a esprimerci come vorremmo”

Il 2019 volge al termine, sabato c’è la sosta. Un primo bilancio della stagione si può fare.

“Voglio sottolineare che al di là dei risultati, che arrivano a fasi alterne, non sono felicissimo di questa classifica. Nel senso che stare in zona play off è sì positivo, ma il distacco che abbiamo dalle prime non mi fa fare i salti di gioia, ecco. Troppi punti lasciati per strada, quello è il rammarico. Però allo stesso tempo vedo la squadra in crescita. I giocatori stanno crescendo sia come collettivo che singolarmente. Da quando abbiamo iniziato la stagione trovo ognuno di loro migliorato e questo per un allenatore è motivo di grande orgoglio: oltre a gratificarmi funge da stimolo per lavorare ancora di più e meglio con questi ragazzi, a cui ovviamente sono molto legato”.

intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta