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Calcio a 5 – Barbato: “Vittoria larga anche merito dei portieri”

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Ieri sono ripresi gli allenamenti all’Aulario: il campionato sabato si ferma e riprenderà direttamente il 29 febbraio. Il CUS sarà impegnato nella trasferta di Acerra a contendersi il quarto posto (le due squadre sono appaiate in classifica a quota 26 punti). Abbiamo intercettato mister Barbato, che è tornato a parlare del successo contro Matese e degli effetti che lo stesso può e deve avere sul prosieguo della stagione. Queste le sue parole:

“Il risultato fa senz’altro piacere, è una delle note positive, ovviamente, soprattutto perché nelle ultime cinque partite ne avevamo perse quattro e vinta una. Per cui l’umore andava rialzato con una ventata di entusiasmo. Un’altra conferma è arrivata dalle prestazioni dei due portieri. Perché la vittoria è stata sì larga (8-0, ndr), ma è stata favorita anche dalla ritrovata sicurezza di Stefano e Federico, in quali anche loro avevano risentito della scarsa brillantezza generale dell’ultimo periodo. Un’altra nota lieta è stata sicuramente la voglia di vincere che abbiamo dimostrato per larghi tratti del match. Escluso il primo tempo, dove effettivamente abbiamo sofferto un po’, si vedeva che volevamo ottenere i tre punti a tutti i costi, e alla fine con la giusta cattiveria, anche in fase di riconquista, abbiamo centrato un risultato importante contro una squadra ostica. La speranza è quella di aver ripreso il cammino. Certo, dobbiamo ancora migliorare molto. In particolare c’è da lavorare sulla gestione del pallone: non possiamo avere il timore di giocare la palla come se scottasse. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, soprattutto in vista degli impegni importanti e delicati che ci attendono. Comunque il mio plauso va a tutti i ragazzi con la speranza che si rendano conto delle loro potenzialità: questa squadra deve lottare per i primi posti della classifica e non limitarsi a vivacchiare o addirittura guardarsi alle spalle”.

dichiarazioni raccolte da Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5 – Riscatto CUS: Matese travolto 8-0! Tris per Scialla e Morelli, in gol anche Manni e Luongo

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Dire che il CUS avesse bisogno di una vittoria è un eufemismo, ma oltre ai tre punti  – di vitale importanza in chiave play off – c’è di più. Oggi all’Aulario i Vanvitelliani hanno disputato la migliore prestazione stagionale proprio contro il Matese, ovvero gli avversari con cui nella gara di andata avevano mostrato la peggiore versione di se stessi.

PRIMO TEMPO – Che fosse una bella giornata e non solo per via di un Sole primaverile lo si è capito sin dai primi secondi. Non passa nemmeno un minuto e un tiro di Morelli, deviato, finisce alle spalle del portiere Mirto: 1-0. Poco dopo è lo stesso numero 16 ad andare vicino al raddoppio, ma il suo diagonale si spegne sul fondo. Mancato il 2-0, il CUS entra in una fase di sofferenza. I matesini infatti si rendono pericolosi con Di Leone, che dopo aver saltato in bello stile Bovo si vede negare il gol da un attento Di Stasio, e Varricchione, che per poco non beffa l’estremo difensore cussino con un tiro malefico che colpisce il palo da distanza ravvicinata.

Gli ospiti sembrano più in palla, per cui diventano provvidenziali le chiusure del capitano Volpecina, del sempre presente Ravio e di Luongo: il numero 8 è in crescita costante. Manni prova a girare l’inerzia, ma il suo diagonale a colpo sicuro esalta i riflessi di Mirto, che si produce in un autentico miracolo. Stimolato dal collega avversario, allora Di Stasio compie un intervento altrettanto splendido sulla conclusione di Di Leone: una parata fondamentale che consente ai ragazzi di Barbato di chiudere in vantaggio il primo tempo.

SECONDO TEMPO – La ripresa è un assolo Vanvitelliano. Casella inizia ad aumentare i giri del motore, e prima va vicino al 2-0 con un diagonale poco fortunato e poi, recuperata palla a centrocampo, la sua specialità, verticalizza immediatamente per Manni, che piazza un sinistro di gran classe sul secondo palo: un gol fondamentale non solo per il raddoppio cussino, ma anche per il morale dell’attaccante, in un periodo con più bassi che alti. Un minuto più tardi, Russo, entrato come da prassi al posto di Di Stasio, si presenta con due interventi di rara bellezza prima su Ricci  e poi sul solito Varricchione, negando in particolare a quest’ultimo un gol praticamente fatto.

E allora, con una difesa impenetrabile e la sicurezza garantita dai portieri, il CUS gioca sul velluto. L’azione del 3-0 è uno spetatcolo: Scialla avanza a centrocampo, premia l’allargamento a destra di Ferraro, il quale a sua volta restituisce il pallone al compagno che nel frattempo era entrato in area di rigore: il piatto del numero 6 prima colpisce il palo interno e poi la rete. Anche il 4-0, giunto di lì a poco, è frutto di una combinazione interessante. Stavolta i protagonisti sono Bovo e Luongo: il numero 7 batte furbescamente un calcio d’angolo e il numero 8 si fa trovare pronto a centro-area per il tap-in vincente. Il Matese si getta nella metà campo cussina, ma senza criterio, espondendosi ai contropiede, in pratica lo scenario ideale per esaltare Morelli: è infatti il numero 16 a servire a Scialla, bravissimo a saltare Mirto con un gioco di suola, e a portare Caserta sul 5-0.

A questo punto il Matese schiera il portiere di movimento, Ricci, prova a rendersi più pericoloso, e ottiene un tiro libero. Ma le responsabilità, si sa, sono il pane quotidiano di Russo, il quale non si scompone e devia in calcio d’angolo la conclusione, forte ma centrale, di Napoletano. Anche gli ottimi interventi difensivi di Casella e Mastropietro, che nonostante il punteggio largamente a favore non mollano un centimetro, accentuano la sensazione di impotenza negli ospiti, che a poco a poco gettano la spugna, mentre il CUS ha ancora voglia di giocare e soprattutto segnare: il 6-0 è di Scialla, su assist di Morelli. Lo scatenato numero 16 firma le altre due reti cussine che vanno a comporre l’8-0 finale: una su rigore procurato dall’ottimo Ferraro, e l’altra sull’ennesimo contropiede gestito egregiamente dai Vanvitelliani.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5, Russo: “Lo stile è una questione di responsabilità, nella vita mi piace osare”

CASERTA – Difende la porta del CUS Caserta da cinque stagioni e lo farà anche ai prossimi Campionati Nazionali Universitari. Federico Russo, studente di Medicina iscritto alla Luigi Vanvitelli, analizza il momento difficile che sta attraversando il team di Barbato, con uno sguardo concentrato sulla sfida di domani all’Aulario contro il Matese. Parlandoci anche di se stesso e del suo stile di vita.

Federico, cosa sta succedendo al CUS? Le ultime partite sono state quasi disastrose, i play off sono a rischio?

“Sì, c’è stata una netta decadenza da un punto di vista mentale da parte di tutta la squadra. La differenza di rendimento tra andata e ritorno è palpabile, e secondo me è dovuta ad un abbassamento della concentrazione. Ad inizio campionato, quando ottenevamo dei risultati importanti, l’entusiasmo era mille e l’accesso ai play off rappresentava l’obiettivo minimo. Oggi, con questa situazione che si è creata, non dico che i play off siano diventati impossibili, anche perché mancano ancora diverse partite, però certamente si fa più dura, questo sì. Ma se affrontiamo le sei sfide che restano da qui alla fine come fossero finali, ce la possiamo fare”.

La prima finale è in programma domani : all’Aulario arriva il Matese…

“Io ritengo che siamo una squadra forte, non siamo inferiori a nessuno: dobbiamo crescere dal punto di vista temperamentale, questo sì. Contro il Matese serve una prestazione all’insegna della concetrazione, della grinta, della voglia di mangiarsi gli avversari. Deve essere una partita di ripartenza. Solo così possiamo riacquistare fiducia in noi stessi e riprendere il cammino. Ci serve uno slancio, ecco. Se seguiamo i consigli del mister, che io stimo tantissimo, arriviamo lontano. Il Matese sta disputando un grande campionato e sono in un momento positivo, ma noi abbiamo ancora molto da dire. Dobbiamo recuperare lo spirito del girone d’andata e riprendere in mano la stagione”.

Tu provieni dal calcio a 11. Com’è stato adattarsi al contesto ben diverso del calcio a 5?

“Sì, io vengo dal calcio a 11. Ho giocato 15 anni nelle giovanili della Casertana e un anno con la Boys Caserta. Il passaggio è stato complicato. Si tratta sostanzialmente di sport diversi. Il calcio a 5 richiede un impegno, parlo della partita, molto più continuativo rispetto al calcio a 11, dove invece ti può capitare di restare inoperoso per tutti i 90′. Mentre nel calcio a 5 le sollecitazioni sono continue. In entrambi gli sport devi essere sempre concentrato, ovviamente, ma si tratta di concentrazioni diverse. Il calcio a 5 richiede grande iperattività, inoltre ci sono differenze anche sul piano tecnico-tattico, che risentono anche delle diverse dimensioni di campo e porta”.

Com’è il tuo rapporto con Stefano Di Stasio? Il mister Barbato vi considera due titolari e ha sempre speso parole lusinghiere nei confronti di entrambi.

“La mia prima esperienza di calcio a 5 è stata proprio con il  CUS 5 anni fa e fu proprio Stefano, grande amico prima ancora che compagno di squadra, ad aiutarmi nel passaggio dal calcio a 11 al calcio a 5. Stefano è un grande portiere di calcio a 5, tra noi c’è stima reciproca. Cerchiamo di migliorarci l’un l’altro, magari anche io gli ho insegnato qualcosa sul calcio a 11 (ride, ndr). Per quanto riguarda il mister, ti confermo che più volte ci ha ribadito la sua fiducia considerandoci alla pari e promettendoci che, a parità di allenamenti, avremmo giocato un tempo a testa: e così è stato. Il rapporto con il mister è splendido. Personalmente lo stimo tantissimo, perché è un allenatore preparato e una grandissima persona, di spessore. Per cui sono davvero orgoglioso della fiducia che ripone in me”.

Tu tieni molto allo stile, e sul tuo profilo Instagram campeggia la scritta “Elegance Style”. C’è un nesso tra l’essere portiere e il vestirsi con cura?

“La cura nel vestirsi bene è nata dalla scuola, io ho frequentato i Salesiani. Lì ho iniziato ad avere questo apprezzamento del vestiario. Diciamo che nella vita in generale mi piace la condizione di avere delle responsabilità, e in questo senso considero quello del portiere il ruolo più bello al mondo, perché un tuo errore può incidere negativamente sul risultato di una partita. Quindi giocoforza, per dare sicurezza ai tuoi compagni, certe volte devi essere disposto ad osare. Lo stesso approccio lo assumo quando mi vesto: mi piace osare, appunto. Ma non per mettermi in mostra, è solo un modo in cui si manifesta questa mia vocazione per le responsabilità. Del resto studio Medicina, e mi piacerebbe diventare neurochirurgo, un ruolo di estrema responsabilità. Ecco, l’elegance style per me è questo: carattere, personalità e responsabilità”.

Tu difenderai la porta del CUS anche nelle eliminatorie per i prossimi CNU (Torino 22-31 maggio). Cosa pensi del sorteggio (Potenza e vincente tra Salerno e Bari)?

“Negli ultimi anni Il livello dei CNU si è alzato in maniera esponenziale. Già nella scorsa edizione affrontammo partite ostiche, ad esempio con Pisa. Quindi sarà difficile già qualificarci. Non sarà scontato, ecco. Accedere alle final eight significa far parte delle squadre più forti d’Italia, da un punto di vista tecnico-tattico. Abbiamo perso un grande giocatore come Rosario Vigliotti, ma resto fiducioso. Bisogna puntare a vincere. Io sono un ragazzo che punta sempre al massimo. Perseguo il meglio. Potenza non la conosciamo, ma Bari e Salerno hanno una buona tradizione, per cui ci sarà da lottare. Ma siamo un bel gruppo, una grande squadra, e abbiamo in mister Barbato un grande condottiero”.

Intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

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Calcio a 5 – Il CUS crolla (4-10) all’Aulario contro l’Atellana

SANTA MARIA C. V. – Pomeriggio amarissimo, quello vissuto dal CUS Caserta all’Aulario. La Real Atellana si è imposta con un fragoroso 10-4, confermando il suo buon momento di forma e allo stesso tempo acuendo la discontinuità di risultati che da un po’ di tempo affligge i Vanvitelliani.

PRIMO TEMPO – E dire che lo sviluppo della prima frazione non avrebbe mai e poi mai fatto pensare a un epilogo così negativo per i padroni di casa. Infatti, seppur all’interno di una partita caratterizzata dall’alta tensione per via di alcune decisioni dell’arbitro a dir poco discutibili, i ragazzi di Barbato hanno chiuso la prima mezz’ora in vantaggio sul punteggio di 3-2. Dopo 9 minuti è stato Volpecina a trasformare in gol una punizione battuta a due con Manni. Ma un minuto più tardi è accaduto l’episodio che sul piano emotivo ha probabilmente segnato il match: l’arbitro assegna un rigore agli ospiti per un inesistente fallo di mano di Manni, il quale per proteste viene pure ammonito. Esposito si presenta sul dischetto e prima prende il palo a Di Stasio spiazzato, e poi riesce in qualche modo a ribadire in rete per l’1-1.

I padroni di casa avvertono l’ingiustizia appena subita e per qualche minuto difettano di concentrazione. Dopo un palo colpito da Casella con una mezza rovesciata su assist di Morelli, la Real Atellana passa in vantaggio: è ancora Esposito che, servito da Amoroso, trafigge nuovamente Di Stasio. A questo punto il CUS reagisce, e al 22′ si porta sul 2-2 grazie a una rasoiata di Mastroianni, bravo a spedire, di sinistro e dal limite dell’area, un angolo battuto da Morelli. Lo stesso Mastroianni commette poco dopo il fallo che regala il tiro franco agli ospiti, ma fortunatemente per Caserta Esposito timbra il palo. E allora ci pensa Casella, il migliore in campo tra i cussini, a inventarsi una cavalcata coast to coast che travolge tutto e tutti e termina con un destro che si infila nell’angolino basso più lontano e consente ai Vanvitelliani di chiudere il primo tempo sul 3-2.

SECONDO TEMPO – Il secondo tempo inizia con una doppia parata di Di Stasio, prima su Lanzetta e poi su Amoroso. Passa un minuto e Esposito la butta ancora dentro, facendo 3-3. Da questo momento in poi i padroni di casa vanno in confusione, e non riescono a ricompattarsi. Gli ospiti sfiorano più volte il sorpasso, che viene rimandato solo da un grande Di Stasio, prodigioso ancora sullo scatenato Esposito, oppure dai legni: spettacolare la traversa colpita da Lanzetta. All’11’ l’Atellana vede però premiati i suoi sforzi e passa all’incasso con Amoroso (3-4), e una manciata di secondi più tardi Esposito firma il 3-5.

Gli Universitari hanno un sussulto con Scialla, autore di un bel tiro angolato che buca Periodo (4-5). Ma quello del numero 6 resta l’ultimo acuto del CUS. Negli ultimi dieci minuti, eccettuato un doppio palo clamoroso colpito da Morelli, è un monologo atellano. Gli ospiti passano altre cinque volte con Esposito (altri 3 gol), Amoroso e D’Agostino, sfruttando al meglio il portiere di movimento (Volpecina) schierato da Caserta e monetizzando ogni contropiede.

Con questa batosta, la seconda consecutiva in casa dopo quella contro Mondragone, il CUS scivola al sesto posto in classifica, con i play off non più così sicuri. Sabato prossimo altro scontro diretto contro l’Oratorio San Ludovico. Bisogna rialzarsi in fretta.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

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Calcio a 5, Volpecina: “Mio padre è il mio idolo”

La nostra intervista a Marco Volpecina, capitano del CUS Caserta calcio a 5 e figlio d’arte. Il padre Giuseppe, infatti, ha militato tanti anni in Serie A vincendo lo scudetto con il Napoli e togliendosi lo sfizio di segnare il gol del 3-1 nella storica presa di Torino del novembre 1986.

Marco, tu che sei il capitano, come “senti” la squadra in questo periodo di alti e bassi?

“A Bacoli abbiamo ottenuto una vittoria fondamentale perché ci ha fatto superare un periodo di crisi (di risultati). Perdendo a Recale contro il Marcianise e una settimana dopo contro il Mondragone, eravamo un po’ depressi. Invece il successo di sabato scorso da questo punto di vista ci ha dato una grande mano: ora il morale è alto. Inoltre io penso che vincere insegna a vincere e perdere insegna a perdere”.

Nonostante la vittoria, avete comunque sofferto. Non è stata certo una passeggiata.

“Nei primi 10-15 minuti siamo partiti forte. Antonio (Scialla, ndr) ha colpito subito due pali. Trovarsi poco dopo sul 2-0 è stata una naturale conseguenza di questo approccio. Poi però ci siamo abbassati e abbiamo preso il 2-1. Nella ripresa siamo stati troppo tranquilli e anche un po’ presuntuosi: credevamo di aver già vinto. Invece un po’ di timore per l’avversario bisogna sempre averlo, perciò ci siamo ritrovati sul 2-2, anche per colpa di qualche mio errore, e per poco non concedevamo il sorpasso… Ma per fortuna ci ha pensato Luca (Luongo, ndr), autore di una grande prestazione, a firmare il gol-vittoria”.

Come giudichi invece il tuo momento personale?

“Per quanto riguarda il mio momento di forma purtroppo non mi sento al 100%. Ho un problema al quadricipite della gamba sinistra, una fastidiosa contrattura che mi sto portando dietro da inizio stagione. Vorrei essere pronto per la gara di domani contro l’Atellana e in generale per le prossime sfide, il crocevia della stagione”.

Tuo padre Giuseppe è stato un grande calciatore, ha vinto anche lo scudetto a Napoli. Com’è il rapporto con lui, che consigli ti dà, visto che anche tu hai un passato da calciatore (a 11)?

“Devo dirti che da questo punto di vista non è una vera e propria richiesta da parte mia né un consigliare da parte sua. Viviamo questa grande passione che ci unisce affrontando l’argomento-calcio, che a casa nostra è stato sempre centrale, con un normale botta e risposta. Il nostro è un semplice scambio di opinioni. La maggior parte delle volte ha ragione lui, lo confesso, però mi è capitato anche di riuscire a convincerlo che il mio punto di vista in qualche caso fosse più corretto”.

Come si vive il quotidiano quando si è figli di una persona così popolare?

“Da piccolo lo vivevo come una cosa un po’ strana. Vedevo gente che a Napoli lo salutava, baciava… A volte era un problema muoversi per strada. Crescendo poi uno lo capisce che ha fatto qualcosa di importante e ovunque sia andato ha lasciato ottimi ricordi. Perché l’affetto gli viene dimostrato non solo a Napoli, ma anche a Palermo, Verona, Firenze, Pisa. Quindi poi per noi familiari è diventata una cosa normale, un’abitudine”.

Sul tuo profilo Instagram hai dichiarato senza mezzi termini che lui rappresenta il tuo idolo. Tu sei mancino proprio come tuo padre, in campo ti ispiri a lui?

“Quando giocavo a calcio a 11 ricoprivo il suo ruolo, terzino sinistro, per cui ho lui come idolo. Non solo per un fatto ovviamente familiare, ma proprio per ragioni tecnico-tattiche: tanti anni fa i terzini si occupavano per lo più della fase difensiva, mentre mio padre è stato uno dei primi a interpretare questo ruolo in chiave moderna. Attaccava sempre. L’ho visto solo nelle cassette e nei video, ma mi piaceva molto il suo stile. Ora non ti dico che mi ispiro totalmente a lui, ma che lo prendo tanto in considerazione, questo sì”.

So che avrai risposto miliardi di volte a questa domanda, tuttavia devo fartela per forza: cosa ti ha raccontato tuo padre di un certo Diego Armando?

“Che Maradona non ti faceva mai pesare la sua qualità. Difficilmente sbagliava, ma non ha mai ripreso un compagno per un errore. Quello che si è avvicinato di più, almeno sul piano tecnico, è stato Roby Baggio, altro fuoriclasse con cui papà ha giocato ai tempi di Firenze. Ma sul piano del carisma non c’è mai stato confronto. Diego caricava i compagni, li aiutava sempre, non aveva mai una parola di sconforto. Oggi Messi è quello che lo ricorda di più, ma Diego resta irraggiungibile. Il numero uno in assoluto. Questo mi ha raccontato”.

intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

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Calcio a 5, Barbato: “Salvo solo il risultato, dovevamo fare meglio”

BACOLI – Ormai mister Barbato lo conosciamo: non è un tipo che si accontenta facilmente. Non devono quindi stupire i toni con cui ha commentato la vittoria del CUS. Queste le sue parole a fine gara:

“Della partita di oggi salvo solo il risultato, anche perché eravamo reduci da due batoste non indifferenti. Ma la prestazione è da rivedere. Abbiamo giocato bene solo a tratti  e sofferto troppo le ripartenze. E menomale che Federico (Russo, ndr.) nel secondo tempo ci ha salvato in diverse occasioni. Mi fa piacere anche per Luongo, che sta attraversando un bel periodo di forma e meritava questa doppietta. Tuttavia devo dire che giochiamo ancora poco di squadra. Non accorciamo in avanti e in molti momenti della partita siamo slegati, vulnerabili ai contropiede. Inoltre spesso preferiamo la soluzione personale, provando tiri improbabili con gli avversari a meno di un metro. Dobbiamo essere più lucidi e soprattutto fare più movimento senza palla. L’unica attenuante è rappresentata dal fatto che avevamo alcuni uomini acciaccati e quindi ho potuto fare poca rotazione, ma per il resto c’è ancora tanto da lavorare”.

Dichiarazioni raccolte da Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5 – Barbato: “Se giochiamo solo a tratti la colpa evidentemente è mia”

È un Barbato molto amareggiato, quello che sentiamo al termine del pesante KO subìto dal CUS contro Mondragone. Nonostante la poca voglia di parlare, il mister ci ha rilasciato alcune dichiarazioni.

Non credo ci siano analogie con la sconfitta con Marcianise, se non nel punteggio finale. Sabato scorso siamo stati indecorosi, mentre oggi  soprattutto nel primo tempo la prestazione l’abbiamo fatta. Anzi, probabilmente avremmo meritato di chiuderlo in vantaggio. E invece proprio quando potevamo dare quel qualcosa in più ci siamo smarriti. Non riesco a capire perché. Ma evidentemente se i ragazzi giocano soltanto a tratti la colpa è mia. Mi sento il principale responsabile di questo atteggiamento, vuol dire che ancora non sono riuscito a trasmettere loro quello che voglio. Non riusciamo a capirci fino in fondo. Eppure questa è una squadra che ha delle grosse potenzialità, perciò mi fa rabbia vedere questa alternanza di rendimento. Quando vogliamo pratichiamo anche un bel calcio, salvo poi smarrirci com’è accaduto oggi nella ripresa”.

Dichiarazioni raccolte da Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5 – CUS travolto (4-10) dall’Olympique Sinope: Busino-show. Per i Vanvitelliani in gol Volpecina, Bovo, Morelli e Luongo


SANTA MARIA C. V. – Dopo la catastrofe di Recale contro il Marcianise, un’altra batosta per il CUS Caserta, per giunta dalle proporzioni simili: all’Aulario l’Olympique Sinope si è imposta con un fragoroso 10-4, facendo valere la maggior qualità e soprattutto la leadership della classifica, che la vede a punteggio pieno dopo 13 partite.

PRIMO TEMPO – Eppure lo sviluppo del primo tempo non lasciava pensare a un epilogo così catastrofico per i colori del CUS. I Vanvitelliani, infatti, hanno affrontato Mondragone con coraggio, provando a fare la partita senza alcun timore riverenziale. Il problema è che contro avversari così forti non puoi permetterti il minimo errore, perché troverai sempre un Busino ad approfittarne: porta la sua firma il diagonale dello 0-1 al 4′. Ciònonostante, i Cussini non si scompongono, e anzi cercano con tutte le loro forze il pari.

Pericolose le conclusioni da fuori scoccate da Morelli e Mastroianni, che quando non si spengono sul fondo trovano un Morrone sempre attento o anche il legno (Mastroianni). Morrone che però all’8′ è costretto a capitolare: Volpecina ruba palla a Marcello e di destro, non il suo piede preferito, riesce a spedire il pallone nell’angolino basso anche grazie a una deviazione.

A questo punto i ragazzi di Barbato si riversano nella metà campo avversaria alla ricerca del sorpasso, e lo sfiorano con Morelli e Rossetti, innescati da bei recuperi di Casella. Al 15′ Morrone si supera su un destro del numero 16 lanciato in profondità da Rossetti. Un minuto più tardi, però, sono gli ospiti a passare. Russo si avventa su un pallone innocuo calcolando male i tempi di uscita, la palla finisce sui piedi di Palmieri, che con calma spedisce un pallonetto imparabile nella porta ormai vuota.

Il CUS non ci sta, e ci riprova con i tiri da fuori area di Casella e Scialla, che per poco non fruttano il pareggio. Pareggio che invece viene centrato da Bovo, con una punizione di sinistro deviata da Palmieri. Mancano due minuti alla fine del tempo, il 2-2 sarebbe un risultato perfetto con cui andare all’intervallo, ma lo stesso Bovo poco dopo si fa rubare il pallone da Busino, il quale conduce con maestria il contropiede, scambia con Palmieri, e deposita in rete il punto del 2-3.

Domenico Morelli controllato da Francesco Zevola

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa un bel sinistro al volo di Volpecina su angolo di Scialla dà l’illusione ottica del gol. Ma dopo questa bella conclusione del capitano, si assiste a un monologo degli ospiti, che con gli spazi aperti a disposizione si esaltano. I Cussini lottano, ma subiscono gol a ogni occasione. Al 4′ Zevola fa passare il pallone sotto la barriera e sorprende Di Stasio; al 12′, dopo un’occasione d’oro sciupata da Morelli, Marcello conclude una bella azione orchestrata da Zevola e Della Peruta (2-5), e lo stesso fa Busino 10 minuti più tardi su assist di Palmieri (2-6).

Un guizzo di Morelli porta Caserta sul 3-6, ma con il portiere in movimento (Volpecina) è troppo facile per la Sinope andare in rete: segnano in successione Marcello, Busino (poker per il 14 granata), Della Peruta e Ciabatta (addirittura di testa su cross di Marcello).

L’ultimo sussulto è però del CUS. Bravo Luongo a superare nell’uno contro uno sulla fascia Di Lorenzo e a indirizzare il suo destro nell’angolino alla destra del portiere per il 4-10 finale.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

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Calcio a 5, CUS beffato (2-3) nel finale. Il Borgo Five passa all’Aulario

Fa davvero male, al termine di una prestazione gagliarda, lasciare il campo a mani vuote. Il CUS Caserta ha lottato ad armi pari contro i primi della classe del Borgo Five, che hanno avuto ragione dei casertani solo all’ultimo secondo grazie a una rete di D’Angelo.

PRIMO TEMPO – Sin dalle battute iniziali, i Vanvitelliani, pur rispettando la compagine atellana, hanno provato a fare la partita. Un pressing ben attuato ha fatto sì che i padroni di casa in un paio di occasioni recuperassero il pallone a ridosso dell’area avversaria. Da alcune interessanti combinazioni tra Manni e Volpecina sono nate buone opportunità per quest’ultimo, il cui sinistro è stato diverse volte sventato dal portiere Cimmino. Anche quando i rossoneri riuscivano a eludere il pressing cussino, hanno trovato un Casella abile nel leggere in anticipo le loro trame di gioco e a far ripartire il CUS. Oltre a questo lavoro di raccordo tra difesa e attacco, lo stesso numero 5, recuperata palla, ha provato egli stesso un paio di conclusioni, che però si sono spente sul fondo o sopra la traversa.

Insomma, l’asse Casella-Volpecina-Manni nei primi minuti sembra la chiave per infilzare il Borgo Five. Ma a metà primo tempo la squadra allenata da Nicola Orefice si ricorda di essere a punteggio pieno e inizia a spingere. Di Stasio è costretto a superarsi su un tiro di Bianco, che, disorientato Ravio con una gran finta, ha esploso un destro che sembrava a colpo sicuro: un campanello d’allarme che preannuncia il vantaggio ospite. Somarita comincia ad asfaltare la fascia sinistra con qualità e velocità, creando diversi problemi a chiunque provi a contendergli il pallone. E’ proprio il numero 11 rossonero, dopo l’ennesima discesa, a convergere e infilare Di Stasio con un destro forte sì, ma non irresistibile.

Il CUS accusa il colpo, e dopo pochi minuti subisce lo 0-2 con un’azione di contropiede propiziata dal solito Somarita: l’11 tira in porta, Di Stasio respinge verso il fallo laterale, Micalizzi ci arriva e prova a ribadire in rete, ma il suo tiro impreciso si trasforma in un assist d’oro per l’accorrente Antonucci, bravo a seguire l’azione e a mettere in rete.

I ragazzi di Barbato non ci stanno, e provano a rimettere in piedi il match. In seguito alla girandola dei cambi, Rossetti e Morelli fanno coppia in attacco e manovrano bene. Proprio Rossetti, prima va vicino al gol e poi ottiene una preziosa punizione nei pressi del vertice destro dell’area di rigore. Sul punto di battuta si presenta Gigi Mastropietro, che lascia partire un destro rasoterra che scuote l’angolino basso della rete: 1-2. Il CUS inizia a crederci per davvero e mette le tende nella metà campo atellana: prezioso il lavoro di Morelli, bravo a tenere palla e a dialogare con i compagni. Prima della fine del tempo altre due occasioni per i casertani: un’altra punizione di Mastropietro, stavolta intercettata da Cimmino, e una chance colossale per Manni, che solo davanti al portiere ospite difetta di cattiveria, vanificando così un grande assist di Rossetti.

SECONDO TEMPO – La ripresa inizia con il solito grattacapo, per il CUS: Somarita sulla sinistra è una freccia, davvero incontenibile l’attaccante del Borgo Five. Tuttavia, in questa fase Caserta è brava a soffrire, anche perché il portiere Russo, subentrato a Di Stasio come da prassi, è bravissimo a sbrogliare diverse situazioni insidiose e a prodursi in grandi interventi. Dopo aver sofferto, però, il CUS si lancia nuovamente alla ricerca del pareggio. Ma prima una progressione di Manni e poi una conclusione di Casella non sortiscono l’effetto sperato.

Però i Vanvitelliani non si deprimono e continuano a guadagnare campo. Antonio Scialla, uno dei migliori in campo, va vicino al gol con una punizione prima e con un destro da fuori poi: Cimmino gli dice di no in entrambi i casi. Ma i tempi per il 2-2 sono maturi. Un bel contropiede condotto da Manni e Morelli, costringe la difesa rossonera ad atterrare quest’ultimo: sesto fallo e tiro franco per i biancorossi.

Ad intestarsi l’incombenza è Daniele Manni, che spedisce un sinistro imprendibile all’incrocio dei pali. Ma la gioia per il più meritato dei pareggi, svanisce dopo un minuto. Ennesima discesa di Somarita, difesa cussina troppo tenera, palla al centro e gol vittoria di D’Angelo, che chiude il match con un 2-3, confinando nell’amarezza i ragazzi di Barbato, che non meritavano la sconfitta. Non così.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

 

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Unisoccer, Filippo Napoli: “Il nome che abbiamo scelto porta fortuna”

Con 21 punti dopo 7 giornate, Squadra Materasso comanda la classifica di Unisoccer, torneo interfacoltà di calcio a 5, con ottime chance di aggiudicarsi anche il titolo di campione d’inverno: le basta un punto contro Horous Team, che la segue con 15 punti in 6 partite, nella prossima sfida. Per capire cosa si nasconde dietro questo dominio abbiamo intervistato Filippo Napoli (Nella foto in basso accanto al portiere Affinito, ndr), il capitano della squadra.

Filippo, ieri contro il fanalino di coda Terza Cattedra avete sofferto, ma alla fine avete ottenuto l’ennesima vittoria…

“Sì, l’inizio partita è stato difficile, anche perché loro si sono portati in vantaggio e hanno tenuto botta per tutto il primo tempo, anche se lo abbiamo chiuso sul 4-2 per noi. Dopodichè, nella ripresa, anche in virtù dei cambi che siamo riusciti a effettuare – loro invece erano in cinque contati -, abbiamo poi dominato (14-5 il risultato, ndr)”

In 7 partite avete segnato la belleza di 75 gol di cui 53 portano la firma della coppia Stellato-Spanò. Il vostro segreto sta proprio nell’attacco atomico?

“Beh, diciamo che tutta la squadra si sta comportando bene. Anche perché siamo stati finora bravi a servire i nostri attaccanti sulla linea di porta, soprattutto con gli assist di Guido Rocca. Inoltre voglio ricordare che siamo la terza difesa meno battuta del torneo, grazie alla sicurezza e alle parate di Kristian Affinito”

Toglimi una curiosità: il nome che avete scelto, Squadra Materasso, serviva a depistare le avversarie o a mettere le mani avanti in caso di risultati negativi?

“Direi a entrambe le cose (ride, ndr). Diciamo che Luca Valletta (uno dei promotori di Unisoccer insieme a Leonardo Ventriglia, ndr), mi ha contattato appena una settimana prima dell’inizio del torneo e quindi in quel momento non sapevo che tipo di squadra avremmo messo in piedi… E devo dire che è un nome che porta fortuna, visto che anche la mia squadra del fantacalcio, omonima, è prima in classifica.

Si può dire che state sovvertendo il significato originario di un’espressione…

Eh, sì… (ride, ndr)

Dal punto di vista della composizione, il vostro è un gruppo piuttosto assortito.

“Sì, ci completiamo. Io sono iscritto a Fisica, Pier Luigi Spanò e Rocca a Giurisprudenza, e Alessandro Errico a Scienze Motorie. Inoltre Affinito e Stellato lavorano in una ditta di traslochi, mentre De Gaetano in un centro scommesse, per cui riusciamo a combinare bene cultura, forza fisica e fortuna…

Intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta