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Calcio a 5 – Riscatto CUS: Matese travolto 8-0! Tris per Scialla e Morelli, in gol anche Manni e Luongo

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Dire che il CUS avesse bisogno di una vittoria è un eufemismo, ma oltre ai tre punti  – di vitale importanza in chiave play off – c’è di più. Oggi all’Aulario i Vanvitelliani hanno disputato la migliore prestazione stagionale proprio contro il Matese, ovvero gli avversari con cui nella gara di andata avevano mostrato la peggiore versione di se stessi.

PRIMO TEMPO – Che fosse una bella giornata e non solo per via di un Sole primaverile lo si è capito sin dai primi secondi. Non passa nemmeno un minuto e un tiro di Morelli, deviato, finisce alle spalle del portiere Mirto: 1-0. Poco dopo è lo stesso numero 16 ad andare vicino al raddoppio, ma il suo diagonale si spegne sul fondo. Mancato il 2-0, il CUS entra in una fase di sofferenza. I matesini infatti si rendono pericolosi con Di Leone, che dopo aver saltato in bello stile Bovo si vede negare il gol da un attento Di Stasio, e Varricchione, che per poco non beffa l’estremo difensore cussino con un tiro malefico che colpisce il palo da distanza ravvicinata.

Gli ospiti sembrano più in palla, per cui diventano provvidenziali le chiusure del capitano Volpecina, del sempre presente Ravio e di Luongo: il numero 8 è in crescita costante. Manni prova a girare l’inerzia, ma il suo diagonale a colpo sicuro esalta i riflessi di Mirto, che si produce in un autentico miracolo. Stimolato dal collega avversario, allora Di Stasio compie un intervento altrettanto splendido sulla conclusione di Di Leone: una parata fondamentale che consente ai ragazzi di Barbato di chiudere in vantaggio il primo tempo.

SECONDO TEMPO – La ripresa è un assolo Vanvitelliano. Casella inizia ad aumentare i giri del motore, e prima va vicino al 2-0 con un diagonale poco fortunato e poi, recuperata palla a centrocampo, la sua specialità, verticalizza immediatamente per Manni, che piazza un sinistro di gran classe sul secondo palo: un gol fondamentale non solo per il raddoppio cussino, ma anche per il morale dell’attaccante, in un periodo con più bassi che alti. Un minuto più tardi, Russo, entrato come da prassi al posto di Di Stasio, si presenta con due interventi di rara bellezza prima su Ricci  e poi sul solito Varricchione, negando in particolare a quest’ultimo un gol praticamente fatto.

E allora, con una difesa impenetrabile e la sicurezza garantita dai portieri, il CUS gioca sul velluto. L’azione del 3-0 è uno spetatcolo: Scialla avanza a centrocampo, premia l’allargamento a destra di Ferraro, il quale a sua volta restituisce il pallone al compagno che nel frattempo era entrato in area di rigore: il piatto del numero 6 prima colpisce il palo interno e poi la rete. Anche il 4-0, giunto di lì a poco, è frutto di una combinazione interessante. Stavolta i protagonisti sono Bovo e Luongo: il numero 7 batte furbescamente un calcio d’angolo e il numero 8 si fa trovare pronto a centro-area per il tap-in vincente. Il Matese si getta nella metà campo cussina, ma senza criterio, espondendosi ai contropiede, in pratica lo scenario ideale per esaltare Morelli: è infatti il numero 16 a servire a Scialla, bravissimo a saltare Mirto con un gioco di suola, e a portare Caserta sul 5-0.

A questo punto il Matese schiera il portiere di movimento, Ricci, prova a rendersi più pericoloso, e ottiene un tiro libero. Ma le responsabilità, si sa, sono il pane quotidiano di Russo, il quale non si scompone e devia in calcio d’angolo la conclusione, forte ma centrale, di Napoletano. Anche gli ottimi interventi difensivi di Casella e Mastropietro, che nonostante il punteggio largamente a favore non mollano un centimetro, accentuano la sensazione di impotenza negli ospiti, che a poco a poco gettano la spugna, mentre il CUS ha ancora voglia di giocare e soprattutto segnare: il 6-0 è di Scialla, su assist di Morelli. Lo scatenato numero 16 firma le altre due reti cussine che vanno a comporre l’8-0 finale: una su rigore procurato dall’ottimo Ferraro, e l’altra sull’ennesimo contropiede gestito egregiamente dai Vanvitelliani.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

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Calcio a 5 – Il CUS crolla (4-10) all’Aulario contro l’Atellana

SANTA MARIA C. V. – Pomeriggio amarissimo, quello vissuto dal CUS Caserta all’Aulario. La Real Atellana si è imposta con un fragoroso 10-4, confermando il suo buon momento di forma e allo stesso tempo acuendo la discontinuità di risultati che da un po’ di tempo affligge i Vanvitelliani.

PRIMO TEMPO – E dire che lo sviluppo della prima frazione non avrebbe mai e poi mai fatto pensare a un epilogo così negativo per i padroni di casa. Infatti, seppur all’interno di una partita caratterizzata dall’alta tensione per via di alcune decisioni dell’arbitro a dir poco discutibili, i ragazzi di Barbato hanno chiuso la prima mezz’ora in vantaggio sul punteggio di 3-2. Dopo 9 minuti è stato Volpecina a trasformare in gol una punizione battuta a due con Manni. Ma un minuto più tardi è accaduto l’episodio che sul piano emotivo ha probabilmente segnato il match: l’arbitro assegna un rigore agli ospiti per un inesistente fallo di mano di Manni, il quale per proteste viene pure ammonito. Esposito si presenta sul dischetto e prima prende il palo a Di Stasio spiazzato, e poi riesce in qualche modo a ribadire in rete per l’1-1.

I padroni di casa avvertono l’ingiustizia appena subita e per qualche minuto difettano di concentrazione. Dopo un palo colpito da Casella con una mezza rovesciata su assist di Morelli, la Real Atellana passa in vantaggio: è ancora Esposito che, servito da Amoroso, trafigge nuovamente Di Stasio. A questo punto il CUS reagisce, e al 22′ si porta sul 2-2 grazie a una rasoiata di Mastroianni, bravo a spedire, di sinistro e dal limite dell’area, un angolo battuto da Morelli. Lo stesso Mastroianni commette poco dopo il fallo che regala il tiro franco agli ospiti, ma fortunatemente per Caserta Esposito timbra il palo. E allora ci pensa Casella, il migliore in campo tra i cussini, a inventarsi una cavalcata coast to coast che travolge tutto e tutti e termina con un destro che si infila nell’angolino basso più lontano e consente ai Vanvitelliani di chiudere il primo tempo sul 3-2.

SECONDO TEMPO – Il secondo tempo inizia con una doppia parata di Di Stasio, prima su Lanzetta e poi su Amoroso. Passa un minuto e Esposito la butta ancora dentro, facendo 3-3. Da questo momento in poi i padroni di casa vanno in confusione, e non riescono a ricompattarsi. Gli ospiti sfiorano più volte il sorpasso, che viene rimandato solo da un grande Di Stasio, prodigioso ancora sullo scatenato Esposito, oppure dai legni: spettacolare la traversa colpita da Lanzetta. All’11’ l’Atellana vede però premiati i suoi sforzi e passa all’incasso con Amoroso (3-4), e una manciata di secondi più tardi Esposito firma il 3-5.

Gli Universitari hanno un sussulto con Scialla, autore di un bel tiro angolato che buca Periodo (4-5). Ma quello del numero 6 resta l’ultimo acuto del CUS. Negli ultimi dieci minuti, eccettuato un doppio palo clamoroso colpito da Morelli, è un monologo atellano. Gli ospiti passano altre cinque volte con Esposito (altri 3 gol), Amoroso e D’Agostino, sfruttando al meglio il portiere di movimento (Volpecina) schierato da Caserta e monetizzando ogni contropiede.

Con questa batosta, la seconda consecutiva in casa dopo quella contro Mondragone, il CUS scivola al sesto posto in classifica, con i play off non più così sicuri. Sabato prossimo altro scontro diretto contro l’Oratorio San Ludovico. Bisogna rialzarsi in fretta.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

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Calcio a 5, Volpecina: “Mio padre è il mio idolo”

La nostra intervista a Marco Volpecina, capitano del CUS Caserta calcio a 5 e figlio d’arte. Il padre Giuseppe, infatti, ha militato tanti anni in Serie A vincendo lo scudetto con il Napoli e togliendosi lo sfizio di segnare il gol del 3-1 nella storica presa di Torino del novembre 1986.

Marco, tu che sei il capitano, come “senti” la squadra in questo periodo di alti e bassi?

“A Bacoli abbiamo ottenuto una vittoria fondamentale perché ci ha fatto superare un periodo di crisi (di risultati). Perdendo a Recale contro il Marcianise e una settimana dopo contro il Mondragone, eravamo un po’ depressi. Invece il successo di sabato scorso da questo punto di vista ci ha dato una grande mano: ora il morale è alto. Inoltre io penso che vincere insegna a vincere e perdere insegna a perdere”.

Nonostante la vittoria, avete comunque sofferto. Non è stata certo una passeggiata.

“Nei primi 10-15 minuti siamo partiti forte. Antonio (Scialla, ndr) ha colpito subito due pali. Trovarsi poco dopo sul 2-0 è stata una naturale conseguenza di questo approccio. Poi però ci siamo abbassati e abbiamo preso il 2-1. Nella ripresa siamo stati troppo tranquilli e anche un po’ presuntuosi: credevamo di aver già vinto. Invece un po’ di timore per l’avversario bisogna sempre averlo, perciò ci siamo ritrovati sul 2-2, anche per colpa di qualche mio errore, e per poco non concedevamo il sorpasso… Ma per fortuna ci ha pensato Luca (Luongo, ndr), autore di una grande prestazione, a firmare il gol-vittoria”.

Come giudichi invece il tuo momento personale?

“Per quanto riguarda il mio momento di forma purtroppo non mi sento al 100%. Ho un problema al quadricipite della gamba sinistra, una fastidiosa contrattura che mi sto portando dietro da inizio stagione. Vorrei essere pronto per la gara di domani contro l’Atellana e in generale per le prossime sfide, il crocevia della stagione”.

Tuo padre Giuseppe è stato un grande calciatore, ha vinto anche lo scudetto a Napoli. Com’è il rapporto con lui, che consigli ti dà, visto che anche tu hai un passato da calciatore (a 11)?

“Devo dirti che da questo punto di vista non è una vera e propria richiesta da parte mia né un consigliare da parte sua. Viviamo questa grande passione che ci unisce affrontando l’argomento-calcio, che a casa nostra è stato sempre centrale, con un normale botta e risposta. Il nostro è un semplice scambio di opinioni. La maggior parte delle volte ha ragione lui, lo confesso, però mi è capitato anche di riuscire a convincerlo che il mio punto di vista in qualche caso fosse più corretto”.

Come si vive il quotidiano quando si è figli di una persona così popolare?

“Da piccolo lo vivevo come una cosa un po’ strana. Vedevo gente che a Napoli lo salutava, baciava… A volte era un problema muoversi per strada. Crescendo poi uno lo capisce che ha fatto qualcosa di importante e ovunque sia andato ha lasciato ottimi ricordi. Perché l’affetto gli viene dimostrato non solo a Napoli, ma anche a Palermo, Verona, Firenze, Pisa. Quindi poi per noi familiari è diventata una cosa normale, un’abitudine”.

Sul tuo profilo Instagram hai dichiarato senza mezzi termini che lui rappresenta il tuo idolo. Tu sei mancino proprio come tuo padre, in campo ti ispiri a lui?

“Quando giocavo a calcio a 11 ricoprivo il suo ruolo, terzino sinistro, per cui ho lui come idolo. Non solo per un fatto ovviamente familiare, ma proprio per ragioni tecnico-tattiche: tanti anni fa i terzini si occupavano per lo più della fase difensiva, mentre mio padre è stato uno dei primi a interpretare questo ruolo in chiave moderna. Attaccava sempre. L’ho visto solo nelle cassette e nei video, ma mi piaceva molto il suo stile. Ora non ti dico che mi ispiro totalmente a lui, ma che lo prendo tanto in considerazione, questo sì”.

So che avrai risposto miliardi di volte a questa domanda, tuttavia devo fartela per forza: cosa ti ha raccontato tuo padre di un certo Diego Armando?

“Che Maradona non ti faceva mai pesare la sua qualità. Difficilmente sbagliava, ma non ha mai ripreso un compagno per un errore. Quello che si è avvicinato di più, almeno sul piano tecnico, è stato Roby Baggio, altro fuoriclasse con cui papà ha giocato ai tempi di Firenze. Ma sul piano del carisma non c’è mai stato confronto. Diego caricava i compagni, li aiutava sempre, non aveva mai una parola di sconforto. Oggi Messi è quello che lo ricorda di più, ma Diego resta irraggiungibile. Il numero uno in assoluto. Questo mi ha raccontato”.

intervista a cura di Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta

 

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Ca5, Il CUS espugna (2-1) Capua: decisiva la doppietta “franca” di Volpecina

CAPUA – Riscatto immediato pretendeva mister Barbato e riscatto c’è stato. Dopo il doloroso KO dell’Aulario contro il Borgo Five, il CUS torna al successo sul campo del Futsal Casilinum, distanziandolo in classifica di tre punti (17 a 14). Ora i Vanvitelliani occupano la quarta posizione, in piena zona play-off.

L’andamento della sfida ha confermato le premesse annunciate in settimana da Antonio Scialla, perché si è trattato di un confronto allo stesso tempo spettacolare ed equilibrato, con entrambi i portieri, De Cecio e Di Stasio, autori di prestazioni maiuscole. I padroni di casa, freschi del cambio in panchina – il dimissionario Tozzi è stato sostituito da Ventimiglia -, hanno tuttavia peccato di aggressività, commettendo qualche fallo di troppo. E nel calcio a cinque, si sa, una delle chiavi che possono indirizzare le partite è rappresentata proprio dalla gestione dei falli.

Proprio questa “mala gestio” dei giallorossi ha consentito ai Cussini di usufruire di ben tre tiri franchi. Due nel primo tempo e uno nel secondo. Al 25′ è Domenico Morelli a presentarsi sul dischetto, ma il destro del numero 16 è più potente che preciso: alto. Ma cinque minuti più tardi i rossoblù (oggi blu) hanno l’occasione di rifarsi: nuovo tiro libero. A intestarsi il riscatto è Marco Volpecina, il cui esterno sinistro raggiunge con violenza l’incrocio dei pali non lasciando scampo a De Cecio proprio sul finire della prima frazione di gioco.

La ripresa vede il livello di gioco dei locali salire. La ricerca del pareggio si fa insistente e esalta le doti di Di Stasio, bravo in più di un’occasione a conservare il risultato. Ma poi negli ultimi minuti i ragazzi di Ventimiglia vedono i loro sforzi premiati: Benincasa, con gli Universitari in inferiorità numerica a causa dell’espulsione di Rossetti, riesce a trovare il pari. La partita sembra finita con un pareggio tutto sommato giusto, ma il CUS trova la forza per portare un ultimo assalto alla porta avversaria: altro tiro libero guadagnato in extremis. Ancora Volpecina, forte del suo piede caldo, si incarica dell’esecuzione. Stavolta sceglie l’interno sinistro cambiando lato, ma l’esito non cambia: palla di nuovo all’incrocio dei pali che fissa il punteggio sul 2-1 per Caserta.

Luigi Fattore

Segreteria CUS Caserta